Il prof Sabatino chiede la libertà

29 Luglio 2014

Istanza del difensore Di Lizio al giudice per il primario finito ai domiciliari

CHIETI. Giuseppe Sabatino vicinissimo alla libertà. E’ una questione di pochi giorni, forse solo di ore. Dai ieri mattina, infatti, sul tavolo del gip (che non è lo stesso che ha firmato il suo arresto ai domiciliari) c’è una circostanziata istanza di revoca della misura cautelare.

Sabatino, 64 anni, prossimo alla pensione, primario neonatologo e docente della D’Annunzio, è ai domiciliari per presunte violenze sessuali verso almeno 8 madri di neonate (scene riprese con telecamere nascoste dai carabinieri del Nas) e tangenti per 20mila euro, anch’esse presunte, ricevute o promesse da quattro informatori o dirigenti delle società Dicofarm e Mellin, finiti agli arresti in casa come il prof, per favorire la prescrizione di vitamine e latte in polvere.

Ma a distanza di due settimane dall’arresto del primario, avvenuto il 15 luglio scorso, le esigenze cautelari sono cessate. Così in sintesi sostiene il difensore, Andrea Di Lizio, nell’istanza di revoca della misura cautelare. Sabatino infatti è stato, nel frattempo, sospeso dal doppio incarico di primario e docente dell’Ateneo e questo, per la difesa, esclude la possibilità, in ipotesi, di ricommettere reati dello stesso tipo. Così come i video che, per l’accusa, documentano le presunte violenze escludono allo stesso tempo il pericolo di inquinamento delle prove.

Ma c’è anche un terzo motivo alla base dell’istanza che riguarda lo stato di salute del primario che già nei giorni scorsi ha ottenuto dal gip il permesso di recarsi a Roma per particolari cure mediche.(l.c.)