Il pronto soccorso è nel caos: pazienti in attesa per ore

Ancora criticità al Santissima Annunziata: disagi e proteste Assente il medico dei codici verdi, i malati tornano a casa
CHIETI . Ore e ore in attesa senza poter essere curati. Neanche un calmante per il dolore, perché finché il medico non ti visita non si può assumere nulla. Pronto soccorso del Santissima Annunziata di nuovo nel caos nella giornata di ieri, con malati che erano arrivati nella notte e nel pomeriggio si trovavano ancora lì. «Il lunedì è sempre una giornata critica», dice un paziente in fila, «perché tornano tutti quelli che sono arrivati al sabato e alla domenica, a cui lo stesso pronto soccorso dice di tornare al lunedì mattina perché c’è più personale. È la terza volta che vengo in questo fine settimana. Soprattutto se arrivi nella notte e ti classificano come codice verde, allora non c’è niente da fare, resti sicuramente fino al giorno dopo».
Ma ieri la situazione è risultata più grave del solito perché mancava il medico che si occupa dei codici verdi. Ciò significa che tutti i pazienti giudicati meno gravi, sono rimasti in attesa per ore prima che qualcuno si sia potuto occupare di loro. Ieri ce n’erano talmente tanti che non si capiva neanche qual era la fila per presentarsi all’accettazione. Le poche panchine davanti all’entrata erano tutte occupate. E molti si sono affollati all’interno del piccolo spazio all’ingresso della sala d’attesa, per controllare che il proprio turno non passasse senza che se ne potessero accorgere. E dire che proprio in quello spazio era affisso il cartello che diceva che in pronto soccorso, per evitare il rischio Covid, non potevano esserci oltre sei persone. Un cartello che comunque aveva poco senso se paragonato al monitor sul rilevamento delle presenze che, alle 11 di ieri, segnalava che ce ne erano 40 in carico alla struttura nei diversi ambulatori, più altri 17 in attesa. Dei pazienti in ambulatorio, il primo arrivato era entrato alle 16.43 del giorno prima. «Sto male ma torno a casa», ha concluso un uomo in fila, «il medico dei codici verdi non c’è e se mi classificano con questo codice, rischio di restare per ore con questo dolore addosso. Preferisco andare a casa, prendere una medicina e sperare che passi. Poi, magari, vado farmi qualche visita a pagamento per scoprire la causa di questo dolore. Qui purtroppo in tanti, nonostante dolori atroci, finiscono fra i codici verdi: aspetti per ore e non puoi prendere neanche qualcosa che ti faccia stare meglio». E mentre torna l’allarme Covid, il pronto soccorso teatino finisce di nuovo in coda alla lista delle emergenze, nonostante spazi e organico insufficienti. In tanti, esasperati, ieri si sono rivolti anche al posto fisso di polizia. Ed è stato proprio per sollecitazione del posto fisso che alla fine si è deciso di utilizzare una sala d’attesa rimasta vuota dove poter far sedere i pazienti in fila.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

