Il questore: niente ronde anti-furti ma i residenti siano collaborativi

Montaruli incontra il dirigente del commissariato D’Anastasio, il personale e il sindaco Paolini: «Particolare attenzione per combattere spaccio di droga e bullismo: decisiva sarà la prevenzione»
LANCIANO. «Gli obiettivi per Lanciano sono quelli di avere un'attenzione particolare sul fenomeno dei furti, specie in abitazione, ma anche sullo spaccio di sostanze stupefacenti, su atti di bullismo e prevaricazione. Ci aspettiamo la massima collaborazione dai parte dei cittadini». È l'impegno del nuovo questore Aurelio Montaruli, 58 anni, in visita a Lanciano a pochi giorni dal suo insediamento.
In cima alla lista delle criticità per il territorio frentano c'è quella dei furti in abitazione, che tanto turbamento causa nei cittadini, tanto da spingerli ad organizzarsi in una sorta di ronde spontanee con tanto di torce e dash-cam installate nelle auto. «Non c'è nulla che disturbi di più di vedere la propria casa violata e svaligiata», dice Montaruli, al suo primo incarico da questore, «assieme all'Arma dei carabinieri, con la quale condividiamo un piano di controllo coordinato del territorio, cercheremo di esprimere il massimo nella prevenzione, per fare in modo che questi soggetti vengano scoperti nella flagranza di reato. Ma una cosa è fare in modo che aumenti la sensibilità del cittadino ad avvisare le forze di polizia, altra cosa sono le ronde, che non sono ammesse. Ci aspettiamo e auspichiamo che ci sia la massima collaborazione da parte dei cittadini, ma nei modi dovuti. Siamo pronti a mettere in campo le nostre forze, ma deve essere l'organo dello Stato, la polizia insieme alle altre forze dell'ordine, ad intervenire. Non ci sono altre possibilità, rischieremmo situazioni anomale».
L'attenzione di questura e commissariato, da due mesi diretto dal vicequestore Miriam D'Anastasio, sarà posta anche ad altre tipologie di reati. «Dallo spaccio di sostanze stupefacenti ad ogni atto illegale che, a prima vista, può sembrare meno grave», sottolinea il questore, «atti di prepotenza e bullismo che possono degenerare in comportamenti ancora più aggressivi, di matrice marcatamente penale. Qui c'è da fare un lavoro di prevenzione e, laddove necessario, anche di repressione».
L'accento verrà posto anche sulla piaga dei femminicidi, l'ultimo dei quali scoperto appena una settimana fa a Casoli. «Non si può tollerare, nel 2023, che una donna, solo perché pensa di cessare il proprio rapporto sentimentale con un uomo, debba rimetterci la vita», afferma il questore Montaruli, «è stato fatto già tanto per formare il nostro personale specializzato a trattare questi tematiche sensibili. Dobbiamo ancora di più affinare i nostri sistemi, se possibile, per captare subito dei segnali di rischio, in modo da poter intervenire prontamente. Ora abbiamo termini più ristretti per riferire all'autorità giudiziaria e metterla in condizione di agire tempestivamente. Non ci possiamo permettere, come qualche volta forse è avvenuto in passato, l'errore di prendere qualche situazione sottogamba. Saremmo corresponsabili, quanto meno moralmente».
Nella sua visita in città il nuovo questore ha incontrato anche il sindaco Filippo Paolini sulla questione della sede del commissariato. Il Comune ha approvato un progetto di demolizione e ricostruzione del fabbricato e predisposto interventi-tampone per le criticità strutturali più impellenti. «Lo stabile del commissariato è in condizioni non ottimali, diciamo», usa la diplomazia Montaruli, «sono ambienti adattati ed eccessivamente piccoli. Il personale può lavorare al meglio solo se le condizioni logistiche sono accettabili. Dal prossimo anno speriamo ci possa essere anche qualche unità in più».
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