Il racconto di 5 donne: «Ecco il nostro riscatto»

CHIETI . Il foyer del teatro Marrucino ha ospitato l’incontro-dibattito “Donne che hanno infranto il soffitto di cristallo”. Si è trattato di un momento di riflessione promosso dall’associazione...
CHIETI . Il foyer del teatro Marrucino ha ospitato l’incontro-dibattito “Donne che hanno infranto il soffitto di cristallo”. Si è trattato di un momento di riflessione promosso dall’associazione Fidapa Bpw Italy sezione di Chieti. Con quella espressione che è stata al centro del dibattito vengono indicate donne risultate vincenti nell’abbattere le barriere frapposte al raggiungimento delle carriere di alto livello riservate solitamente agli uomini. Le donne, che sono state chiamate a raccontare il loro percorso, hanno dovuto affrontare un doppio gap: l’essere donna appunto, ovvero subire condizionamenti di origine sessuale, ma ancor più la provenienza da ambienti che hanno ostacolato il loro inserimento, a causa di differenti tipi di discriminazione.
Le testimonianze sono arrivate da cinque persone: un albanese fuggita dal suo Paese in guerra nel ’97, che oggi, riconosciuta la sua laurea in Italia, è responsabile dell’Ufficio migranti di Ortona e di Orsogna e insegna l’italiano agli albanesi di seconda e terza generazione; una giovane, vittima della violenza fin dall’infanzia e “carnefice” per il codice d’onore, oggi ex-detenuta, sta rinascendo con la vita in famiglia e il lavoro; una suora, che ha scelto il velo monacale contro la volontà di suo padre, che si è laureata in convento, è stata preside, “sminestra” ogni giorno al Centro Santa Luisa e si dice realizzata, anche come donna, perché tanti poveri che bussano alla sua porta la chiamano “mamma”; due donne di etnia rom, le cui storie sono di riscatto contro il pregiudizio etnico. La prima, infatti, divenuta assistente e mediatrice legale, ha incontrato più volte il presidente Sergio Mattarella, la seconda sindacalista, combatte perché «le ingiustizie non le piacciono».
Lo stigma sociale rischiava di fare di queste donne cinque invisibili. Al contrario sono riuscite a passare all’integrazione e all’inclusione. Il pubblico ha seguito con emozione le loro storie.
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