«Il Renzetti si candida a centro per gli aborti»

Interruzioni di gravidanza, il primario Di Francesco lancia l’idea alla Asl E da Vasto Matrullo respinge le critiche: al San Pio 200 casi risolti in un anno
LANCIANO. La Ginecologia dell’ospedale Renzetti si candida come centro di riferimento della Asl per le interruzioni di gravidanza (Igv). Una proposta nata dalla volontà di organizzare al meglio il servizio che dà esecuzione alla legge 194/78 che permette alle donne di abortire. Scelta difficile e dolorosa quella dell’interruzione di gravidanza che viene garantita anche a Vasto: qui c’è un medico non obiettore che, assieme a una equipe di anestesisti, ostetriche e personale di sala, assicura il rispetto della legge. «Non siamo la pecora nera né dell’Abruzzo né della Asl», dice il direttore dell’unità Francesco Matrullo.
LANCIANO. Il caso laziale di un bando di concorso per ginecologi non obiettori di coscienza per poter eseguire le interruzioni di gravidanza ha acceso i riflettori anche sulla nostra Asl. Ci sono medici che praticano l’aborto? O sono tutti obiettori? Ci sono 5 medici non obiettori ed equipe multidisciplinari pronte ad assicurare il servizio a Lanciano e a Vasto. E non ci sono “gettonisti”, termine con cui sono stati indicati i medici che prestavano servizio in altre presidi, come quello che da Lanciano, per un certo periodo, si è occupato anche delle Igv a Vasto. «È da abolire l’appellativo di “gettonista” rivolto ai medici non obiettori che assicurano il servizio», dice il direttore dell’Ostetricia e ginecologia del Renzetti, Antonio Di Francesco, «perché si sottende un business delle interruzioni di gravidanza, inaccettabile anche solo per modo di dire. A Lanciano abbiamo un medico che effettua le Ivg e quando questo medico è stato in malattia, fino a pochi giorni fa, è stato sostituito da un altro proveniente da Chieti. A Lanciano da sempre il servizio è garantito una volta a settimana». In 10 anni, da quando c’è Di Francesco, è vero che il numero di ginecologi non obiettori si è progressivamente assottigliato, passando da tre a uno, ma nonostante ferie, malattie e difficoltà varie, il servizio non si è mai fermato. Si tratta di un’attività multidisciplinare visto che coinvolge non solo ginecologi ma anche anestesisti, ostetriche, infermieri e personale di sala operatoria. Da qui la complessità nell’organizzare le interruzioni che al Renzetti si svolgono in una seduta specifica il mercoledì. «Siamo andati avanti nella convinzione che bisogna dare applicazione a una legge dello Stato», spiega Di Francesco, «assicurare assistenza alle donne, la migliore assistenza in un momento delicato. E lo è anche per il personale impiegato». Serve organizzazione tanto che parte proprio da Lanciano la proposta alla direzione aziendale di accentrare il servizio di interruzione volontaria di gravidanza in un’unica sede. E il Renzetti si candida a questo. Il servizio è più che decennale, c’è l’equipe necessaria per lavorare e la città è baricentrica rispetto a Chieti e Vasto. Al Renzetti inoltre, proprio per accompagnare la donna in un percorso di procreazione responsabile, la Ginecologia ha aderito a un progetto nazionale dell’Aogoi (associazione nazionale dei ginecologi ospedalieri) che prende in carico la donna prima di abortire. Le si somministra un questionario per capirne la condizione psicologica, economica, sociale. Per farle capire cos’è la contraccezione e la sua importanza. E su particolari casi, il medico propone gratuitamente l’inserimento della spirale per evitare successive gravidanze indesiderate. Una decina le spirali inserite gratuitamente finora. E si potrebbe fare un passo in avanti ulteriore visto che la Asl sta valutando anche l’opportunità offerta dall’inserimento di un piccolo chip posto sotto la cute del braccio della donna, che garantisce la contraccezione per tre anni.
VASTO. Anche al San Pio si effettuano le Ivg senza ostacoli. «Non esiste alcun caso Vasto, perché nella nostra unità operativa l’interruzione di gravidanza viene garantita e il diritto delle donne pienamente rispettato», precisa Francesco Matrullo, direttore dell’Ostetricia e Ginecologia di Vasto, «da gennaio 2016 abbiamo un medico non obiettore nel nostro reparto e sono state circa 200 le interruzioni praticate lo scorso anno. Ma anche in precedenza il servizio è stato sempre puntualmente garantito. La modalità con cui viene assicurata la prestazione attiene a scelte organizzative che competono esclusivamente all’azienda. Abbiamo il preciso dovere di assicurare un servizio, non certo quello di spiegare l’allocazione delle risorse umane. Mettiamo al centro della nostra azione la donna, sempre».
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