Il responsabile a una mamma «Vivrei sotto un traliccio»

LANCIANO. «Lei vivrebbe tranquillo con la sua famiglia sotto un traliccio ad alta tensione? Lavorerebbe per 10 ore al giorno in un campo dove passa una linea elettrica?». Adel Motawi, responsabile...
LANCIANO. «Lei vivrebbe tranquillo con la sua famiglia sotto un traliccio ad alta tensione? Lavorerebbe per 10 ore al giorno in un campo dove passa una linea elettrica?». Adel Motawi, responsabile per Terna delle autorizzazioni e della concertazione, replica senza tentennamenti alla domanda di una mamma al convegno pubblico organizzato dalla società: «Sì, vivrei tranquillo. Io», spiega mantenendo il sorriso e la calma, «lavoro già dalle 8 alle 19 in un ufficio che passa sotto una linea elettrica. Secondo la normativa nazionale so che sto lavorando in un ambiente non più rischioso di un asciugacapelli, di uno smartphone o una radiosveglia». «Ma lei ha scelto di fare quel lavoro», replica la donna, «ed è ben pagato. A noi non ci paga nessuno e ci state rubando la terra e il futuro».
«Abbiamo scelto tutti un modello che si basa sull’elettricità», prosegue Motawi, «e godiamo di una serie di benefici. L’Abruzzo ha bisogno di infrastrutture e di energia e noi gliele stiamo portando rispettando tutta la normativa vigente».
I toni si scaldano con l’intervento di Antonio Di Pasquale, rappresentante di decine di proprietari terrieri che hanno fatto opposizione all’elettrodotto. Tra le contestazioni sulle immissioni in possesso dei terreni, querele di Terna, strade di accesso ai cantieri, c’è anche quella sulle prescrizioni relative al decreto di compatibilità ambientale. «Secondo Arta, Ministero e Regione», sostiene Di Pasquale, carte alla mano, «Terna ha ottemperato solo a una parte delle prescrizioni richieste, le altre sono solo in fase istruttoria, avete avviato i cantieri essendo inadempienti». «Abbiamo inviato, da tempo, tutti i documenti a tutti gli enti preposti», replica Motawi, «sono Ministero, Arta e Regione che non sanno dove finiscono le carte richieste che, per inciso, ci è stato anche chiesto di rinviare. La Regione ci ha sempre seguito con un suo dirigente, se poi intervengono logiche politiche e non tecniche noi non abbiamo colpe». (d.d.l.)
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