Il ricordo del cugino Lorenzo: «Per me era come un fratellino»

LANCIANO. Un ragazzo serio e volenteroso, sempre sorridente e disponibile, legatissimo alla sorella minore. È il ritratto che emerge dai ricordi e dalle parole di quanti hanno conosciuto Dominik Dell’...
LANCIANO. Un ragazzo serio e volenteroso, sempre sorridente e disponibile, legatissimo alla sorella minore. È il ritratto che emerge dai ricordi e dalle parole di quanti hanno conosciuto Dominik Dell’Elce, il 22enne deceduto la notte scorsa nello schianto con la sua auto.
Una notizia che ha sconvolto la comunità frentana, dove la famiglia Dell’Elce è molto conosciuta. Il padre Claudio ha un’azienda di carpenteria metallica, il cugino Gabriele fa parte del corpo della polizia municipale di Lanciano. Sono stati loro due i primi della famiglia ad accorrere sul luogo dello schianto sabato notte. Papà Claudio si è steso a terra, accanto al corpo senza vita del figlio.
Dominik doveva raggiungere gli amici per trascorrere una serata insieme dopo una settimana di lavoro. Sulla strada provinciale per San Vito il terribile schianto, ancora senza una spiegazione chiara.
Dominik era solare, aveva un fare un po’ spavaldo dietro cui però si celava un giovane pieno di volontà, rispettoso e fiero. Lavorava al distributore di benzina Ip del fratello William, in via Mameli, nel quartiere Santa Rita. Viveva con il padre, nell’abitazione di famiglia in contrada Villa Elce, e aveva un rapporto speciale con la sorella Maria Vittoria, a cui era legatissimo.
«Eri e rimarrai un fratellino minore per me», è il messaggio del cugino Lorenzo Dell’Elce, che vive all’estero, «ti voglio bene. Ora tocca a te vegliare su di noi. Ciao Do...mi mancherai».
All’obitorio di Lanciano, dove si trova la salma in attesa dell’autopsia, ieri mattina si sono radunati gli amici del giovane, ex compagni di scuola dell’istituto Fermi. Sui social sono tantissimi i messaggi di cordoglio rivolti al papà e alla mamma Rosanna, ai fratelli e a tutta la famiglia. «Stavamo organizzando una festicciola ma purtroppo non ci sarà mai più modo di farla», scrive Stefano R., «ti porterò sempre nel mio cuore e soprattutto da lassù proteggi la tua famiglia e la tua amata sorellina che ti vuole un bene immenso». «Non ci sono addii per noi», dice Alessio I., «ovunque tu sia, sarai sempre nel mio cuore».
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