Il rilancio della Marina dai reperti sommersi

Vasto. Il Consorzio dei commercianti: «Valorizziamo i resti dell’antico porto, appeal per il turismo»
VASTO . I reperti archeologici di località Trave, nei pressi della statua della Bagnante, rappresentano un patrimonio storico e culturale di grande attrattiva per il turismo. Ne è convinto il Consorzio Vivere Vasto Marina che, proprio nell’ottica della valorizzazione dei resti dell’antico porto romano sommerso, ha organizzato un incontro l’altra sera nei locali dello stabilimento “La Ciucculella”, che ha registrato la partecipazione di un centinaio di operatori.
Grande l’interesse mostrato per l’intervento del presidente della sezione di Italia Nostra, Davide Aquilano. L’archeologo, coadiuvato da Marco Rapino, archeo-speleologo della cooperativa Parsifal, ha illustrato l’importanza dei reperti sparsi nei fondali nel tratto nord del litorale, ad una profondità accessibile a chiunque sappia nuotare e stare a galla con maschera e snorkel. Si tratta dei resti dell’insediamento portuale della romana Histonium: muri in opera cementizia, laterizia, reticolata, incerta, mista; absidi, nicchie e colonne meta ogni estate di visite guidate promosse dalla sezione vastese dell’associazione nata per la tutela e la valorizzazione dei beni storici.
«Si tratta di un patrimonio culturale, storico ed archeologico rilevante», commenta Piergiorgio Molino, da poco eletto presidente del Consorzio, «che potrà essere di grande appeal per il turismo». L’obiettivo del sodalizio, che ha da poco rinnovato il direttivo istituendo una serie di gruppi di lavoro, è valorizzare le bellezze del territorio, rendendo i ritrovamenti archeologici nell’area della Bagnante una opportunità da mettere al servizio dei turisti a cui poter offrire un sito archeologico in mare.
L’incontro, diviso in due momenti, è stato anche l’occasione per illustrare, grazie alla presenza del sindaco Francesco Menna, dell’assessore Giuseppe Forte e di un tecnico, il progetto per il raddoppio della rete delle acque bianche per evitare gli allagamenti che si verificano lungo la riviera in caso di abbondanti piogge.
Gli operatori presenti hanno accolto con entusiasmo il progetto, anche se auspicano sia solo l’inizio di una serie di interventi più incisivi che vedano sparire lungo il litorale quei grossi tubi neri, sicuramente antiestetici, installati per consentire il deflusso delle acque in mare, ma poco compatibili con una località turistica. (a.b.)
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