Il rito degli Incappucciati tra Passione e devozione

31 Marzo 2015

Domani il primo appuntamento con le musiche sacre di Bellini e Masciangelo Giovedì sera la processione del Cireneo con la Croce, venerdì il Cristo morto

LANCIANO. Al via da domani i riti della Settimana Santa, un vincolo che lega da oltre quattro secoli l’Arciconfraternita “Morte e Orazione-San Filippo Neri” alla città di Lanciano. Nella chiesa di Santa Chiara, in corso Roma, fervono i preparativi per l’esposizione dei talami della Passione e la rappresentazione del sepolcro di Gesù Cristo e per le due processioni, del Giovedì e del Venerdì Santo, che caratterizzano il periodo prima della Pasqua a Lanciano.

«La città aspetta con devozione questi due appuntamenti, esaltati dalla bellezza del centro storico frentano, e li segue in silenzioso raccoglimento», sottolinea Angelo Lanci, da tre anni priore dell’Arciconfraternita che è attiva a Lanciano da 407 anni.

Il momento più alto della Settimana Santa è la processione notturna degli Incappucciati, giovedì sera, che caratterizza in modo unico i riti liturgici nella città. Alle 22, circa 200 confratelli, col volto coperto, sfilano nel centro storico illuminati solo dalla luce delle fiaccole, mentre il suono stridente delle “racanelle” scandisce i passi lenti. Al centro del corteo spicca la figura del Cireneo che a piedi scalzi porta in spalla la croce di Cristo, racchiudendo in sé tutto il significato della Passione.

«La scelta del confratello che lo impersona è frutto di un percorso spirituale, liturgico, sociale e confraternale che viene esaminato dal priore», spiega Lanci, «è questi a decidere chi sarà il Cireneo e a comunicarlo al direttivo dell’Arciconfraternita». Il prescelto sarà informato solo un’oretta prima dell’inizio della processione, quando si raccoglierà in meditazione e preghiera in una stanzetta, da solo, per calarsi nei panni del Cristo. «La fatica fisica e la stanchezza si sentiranno, ma è un’esperienza che tocca soprattutto il cuore», evidenzia il priore.

Venerdì circa 300 tra confratelli e consorelle e un centinaio di bambini, a partire dai 3 anni, daranno vita alla solenne processione del Cristo Morto, con la scultura lignea che la tradizione vuole scolpita dalla mano di una clarissa dell’antico convento di Santa Chiara, impazzita al termine dell’opera. La processione uscirà alle 19 da Santa Chiara, attraverserà i quartieri Sacca e Civitanova, il centro urbano con corso Trento e Trieste e piazza Plebiscito, il borgo di Lancianovecchia per poi fare rientro in chiesa tramite corso Roma.

Il primo appuntamento è per domani alle 21 (replica venerdì alle 16,30 nella chiesa di Santa Lucia) con l’audizione di musiche sacre dei maestri Bellini e Masciangelo, eseguita da corale e orchestra dell’Arciconfraternita, che quest’anno non si svolgerà in cattedrale ma nella chiesa di Sant’Antonio, in occasione dei 50 anni dalla fondazione della parrocchia.

Stefania Sorge

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