«Il Rossetti costa caro, mille euro a serata»

Vasto, Ivo Menna solleva il caso della tariffa del teatro. E chiede al sindaco di cambiare le regole
VASTO. Mille euro per utilizzare il teatro Rossetti a fronte delle 200/300 euro richieste per poter fruire delle altre strutture comunali, come i Giardini napoletani di Palazzo D'Avalos e la Pinacoteca. A stabilirlo è una delibera della precedente giunta municipale guidata dall'ex sindaco Luciano Lapenna, tornata di attualità in queste ore grazie all'intervento di Ivo Menna, responsabile dell'associazione culturale Il Cineocchio e fondatore della lista civica La Nuova Terra, il quale non lesina critiche all'indirizzo della direzione artistica affidata dal 2007 al maestro Raffaele Bellafronte.
«In questa delibera di giunta, che risale al 28 marzo 2012, si imponeva, a chiunque ne volesse usufruire, il costo di mille euro per l'utilizzo del teatro Rossetti», sottolinea Menna, «una sproporzione rispetto alle cifre richieste per i giardini napoletani e la Pinacoteca. Una cifra talmente sproporzionata che nessuna associazione culturale si potrebbe permettere di pagare poiché, si sa, le associazioni culturali vivono con le generose autotassazioni dei soci e grazie alle poche entrate dovute alle iniziative.
La motivazione di questa sproporzione risiede nel fatto che si è voluto ancora una volta costruire attorno al direttore artistico da ben 10 anni una cintura di protezione ad oltranza impedendo a chiunque la richiesta del Teatro», è l'affondo di Menna, «nessuna associazione quindi ha potuto dal 2012 richiedere l'utilizzo della struttura comunale, nel silenzio di ogni associazione, silenzio tipico di chi ormai si è assuefatto al regime. E pensare che sono decine i sodalizi che tentano di introdurre novità culturali in questa città, ma sostanzialmente non avendo luoghi per diffondere il loro messaggio civile e culturale, sono costretti al silenzio».
Il fondatore della lista civica La Nuova Terra chiede all’' amministrazione comunale guidata dal nipote Francesco Menna «di ritoccare le tariffe per cancellare questa disparità di trattamento, ma anche di rivedere la gestione artistica del Teatro Rossetti, monopolizzato da 10 anni e che risponde solo a criteri discutibili e di scambi tra gruppi musicali e lo stesso direttore artistico», rincara la dose, «in questo escludendo l'intera città, che contribuisce con le tasse al mantenimento di questa struttura pur non potendone usufruire, in quanto il Teatro Rossetti ha una capienza massima di 150 persone che pagano un salato biglietto e abbonamento. Per chi non può pagare, resta comunque la beffa che una piccola tassa deve pur versarla per mantenere la struttura usufruita da pochissimi vastesi». Resta da vedere ora se l'invito lanciato da Ivo Menna - che si è riservato nuovi interventi sulla direzione artistica del Rossetti - troverà ascolto in Comune.
Anna Bontempo

