Il segretario del Pd: «Grande attenzione alle crisi del lavoro»

Il leader del partito accolto dal presidente Marcovecchio Momenti di tensione in stazione con gli esponenti del M5S
SAN SALVO. »Scusate se ho dedicato poco tempo a voi ma ho preferito dare più spazio alla crisi del lavoro. Qui ho incontrato i lavoratori Honeywell e Cotir. Bisogna pensare al loro futuro e anche a quello delle grandi aziende come Pilkington. Eppoi ho affrontato anche il problema del dissesto idrogeologico. Bisogna fare in modo di aiutare il territorio affinchè la gente non vada via». Nonostante le contestazioni del M5S, Matteo Renzi non ha perso il buonumore e prima di ripartire ha salutato sorridendo i tanti sostenitori arrivati in stazione per stringergli la mano e ha assicurato la propria attenzione sul Vastese e l’Abruzzo in generale. La stazione ieri ha iniziato a riempirsi alle 16. Ma alle 17 il “Treno dell’ascolto” del Pd è arrivato vuoto. L’ex premier alle 16,35 era sceso alla Pilkington ed era salito al quinto piano del palazzo di vetro per discutere con il presidente Graziano Marcovecchio, il governatore e il vice della Regione, Luciano D’Alfonso e Giovanni Lolli, del futuro del colosso vetrario nel Vastese. Un futuro roseo. «Intanto dopo aver incontrato Calenda saranno messe a punto ulteriori modifiche per sistemare i lavoratori impiegati in attività usuranti e poi grazie all’interessamento dal governo e della Regione lo stabilimento Pilkington sarà uno dei due siti della multinazionale in Italia finanziati con 30 milioni per progetti di sviluppo. La Regione ha già fatto una delibera e darà 300mila euro», hanno spiegato D’Alfonso e Lolli all'uscita dalla fabbrica. Un futuro meno nero è stato promesso anche ai lavoratori del Cotir. Non sono mancate le contestazioni. Su fb il direttore della Denso, Marco Mari, dopo aver chiarito di non voler tributare nessun applauso a Renzi, ha aggiunto che se gli impegni di lavoro non lo avessero occupato avrebbe mandato a quel paese l’ex premier. I più duri sono stati i rappresentanti del Movimento 5 Stelle che non hanno lesinato insulti né a Renzi né a D'Alfonso. La polizia è dovuta intervenire per calmare gli animi. (p.c.)

