Il sindaco e gli assessori si aumentano lo stipendio

12 Novembre 2020

Abolita la rinuncia al 7% dell’indennità introdotta da Di Primio, è polemica Per Ferrara 331 euro in più al mese, circa 200 per gli assessori. FdI attacca

CHIETI. Il sindaco Diego Ferrara e i suoi assessori si sono aumentati lo stipendio del 7%. Il ritocco è stato approvato martedì scorso alle 14.40 con una delibera di giunta che ha messo tutti d’accordo: nessuno ha protestato per l’incremento che si aggira tra 200 e 330 euro lordi al mese.
Ecco cosa è successo: oltre ai tagli imposti dal governo per contenere la spesa pubblica, l’ex amministrazione del sindaco Umberto Di Primio si era tagliata l’indennità del 7%. «La citata riduzione del 7%», dice ora la delibera 19 della giunta Ferrara, «pur essendo prevista per un periodo non inferiore a tre anni è stata applicata fino alla scadenza del mandato della precedente amministrazione quale rinuncia volontaria a una parte dell’indennità». Ma adesso, prosegue la delibera, secondo «recenti sentenze della Corte dei conti non opera la riduzione del 7%». Per questo, lo stipendio del sindaco, che con Di Primio era sceso a 4.402,70 euro lordi mensili, torna a 4.734,09 euro: 331,39 euro in più al mese, cioè quasi 4mila euro in più in un anno pari a tre stipendi di un operaio o di un infermiere. Risalgono anche le indennità degli altri componenti della giunta: al vice sindaco Paolo De Cesare vanno 3.550,58 euro mensili; stipendio da 2.840,46 euro per gli assessori Giancarlo Cascini, Tiziana Della Penna, Anna Teresa Giammarino, Mara Maretti, Manuel Pantalone, Enrico Raimondi, Stefano Rispoli e Chiara Zappalorto. Stessa indennità di 2.840,46 euro spetta al presidente del consiglio Luigi Febo.
L’aumento degli stipendi apre la polemica: «Nel 2012, in virtù di un provvedimento governativo, la giunta Di Primio aveva applicato, in via sperimentale e per tre anni, una riduzione delle indennità pari al 7%», dice Carla Di Biase, consigliera di Fratelli d’Italia ed ex assessore, «al termine del triennio, l’amministrazione di centrodestra ha continuato a mantenere la riduzione, a questo punto volontariamente. Martedì, invece, il sindaco Ferrara e la sua giunta hanno eliminato quel taglio: diminuisce il Pil, aumenta l’indennità della giunta». L’intervento di FdI arriva il giorno dopo un’altra polemica riguardante lo staff di Ferrara: ne fanno parte 6 persone per una spesa annua di 157mila euro. Tra i componenti anche il cognato del sindaco, Mario Antonio De Gregorio Porta, che è anche il papà della consigliera di maggioranza Giulia. Di Biase invita sindaco e assessori a rinunciare al 7%: «Mi auguro che come auspicato dalla mia collega consigliera Alberta Giannini, lo stesso rigore proprio da lei richiesto ai consiglieri comunali di non usare le commissioni come “integrazione salariale” per non pesare sulle casse comunali, sia attuato dalla giunta targata Ferrara. Sindaco e assessori provvedano subito a ripristinare tale taglio prendendo esempio dalla precedente amministrazione. E mi meraviglio che lo stesso sindaco chieda ai consiglieri di devolvere il gettone di presenza in beneficenza: la campagna elettorale è finita e, ora, passassero tutti ai fatti. Per esempio, devolvendo parte delle loro indennità per la solidarietà».