Il sindaco: troppi evasori Così il Comune è in crisi

20 Febbraio 2018

Di Primio dice no al predissesto: «O Teateservizi riscuote o la cambio»

CHIETI. «La gente si lamenta ma poi in troppi non pagano l’affitto delle case comunali, non pagano la mensa e lo scuolabus e non pagano nemmeno le tasse comunali. Ecco perché il Comune è in crisi di liquidità». Il sindaco Umberto Di Primio dice che è dei residenti evasori la colpa dei conti in rosso del Comune: un buco da 15,7 milioni di euro che, secondo l’ultimo avvertimento del collegio dei revisori, mette a nudo «forte criticità» nella riscossione delle tasse affidata alla Teateservizi. Un buco che, vista «la notevole esposizione di cassa», per i revisori dovrebbe essere ripianato con la dichiarazione del predissesto finanziario. E cioè un contributo di 15 milioni dallo Stato ma con tasse ancora più alte, spese bloccate e tagli ai servizi comunali.
«Scelta da vigliacchi». «Quella del predissesto, oggi, sarebbe una scelta da vigliacchi che non mi appartiene», afferma il sindaco, «io e la mia amministrazione non scarichiamo sui cittadini le altrui inefficienze». È un messaggio diretto alla Teateservizi che equivale a un ultimatum: «O Teateservizi si mostra all’altezza della situazione o saremo costretti a fare scelte diverse».
Arriva l’Agenzia Entrate. Di Primio annuncia che, a stretto giro, il Comune potrebbe mettere da parte la Teateservizi e affidarsi all’Agenzia delle Entrate e Riscossione per recuperare gli arretrati non pagati dai cittadini: «Visto che gli incassi derivanti dalle locazioni di immobili comunali residenziali e commerciali non sono soddisfacenti, ricordo che la riscossione dei fitti è affidata alla Teateservizi», dice il sindaco, «stiamo valutando di affidare questa attività all’Agenzia delle Entrate e Riscossione». I primi incontri ci sono già stati: «Con quest’ultima hanno già interloquito l’assessore alle Finanze Valentina Luise e l’ufficio Ragioneria».
«Spese tagliate». Il sindaco, in carica da 8 anni, difende la sua amministrazione: «Ad oggi è stato fatto tutto il possibile per ridurre le spese ma i tagli fatti non sono sufficienti a garantire, in toto, il costo dei servizi essenziali. Certamente, una delle questioni da risolvere, dopo aver subito i mancati trasferimenti statali, è la riscossione, per non parlare, purtroppo, della eccessiva evasione delle tasse e dei tributi comunali da parte dei cittadini. Troppe migliaia di euro mancano a causa dei mancati versamenti per Tari, Tosap e Imu, ed è lo stesso per scuolabus, mense scolastiche e servizio idrico. In questo», dice Di Primio, «non esente da responsabilità è anche la Teateservizi dalla quale ci aspettiamo una maggiore e qualitativamente più alta attività di recupero della evasione e della elusione».
«Fondi non concessi». Secondo il sindaco, il buco da 15,7 milioni è «un’anticipazione di tesoreria e non è fatto da nuovi debiti»: «È determinato dai mancati incassi e dalla necessità di garantire i servizi e onorare gli impegni economici assunti. Tale situazione, al 31 dicembre dello scorso anno, è stata determinata anche dal fatto che altri enti non ci hanno trasferito quanto dovuto». Il Comune aspetta 4,3 milioni dal governo per le spese per il tribunale – il sindaco ha presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica – e altri 3,3 milioni dell’Imu sono stati accreditati in ritardo.
«No al predissesto». Il sindaco assicura che non sarà dichiarato il predissesto: «Un’ipotesi al momento inesistente», dice, «il predissesto porterebbe una serie di vincoli che finirebbero per ingessare e stringere mortalmente la vita amministrativa e conseguentemente le attività per la città: niente più assunzioni, niente investimenti e tasse al massimo».