Il sindaco: vinta la battaglia per la salute
TREGLIO. «Una sentenza che scrive la parola fine su un procedimento infinito, dando piena ragione all'amministrazione comunale di Treglio, all'associazione Nuovo Senso Civico e ai cittadini di...
TREGLIO. «Una sentenza che scrive la parola fine su un procedimento infinito, dando piena ragione all'amministrazione comunale di Treglio, all'associazione Nuovo Senso Civico e ai cittadini di Treglio coraggiosi». Commenta così, il sindaco Massimiliano Berghella, la sentenza della Corte di Cassazione che dichiara inammissibili i ricorsi presentati dai proprietari del sansificio e della centrale a biomasse del paese, Antonio ed Enrico Vecere, condannandoli al pagamento delle spese processuali e di 3mila euro da destinare alla cassa ammende. «C'era un clima di profonda divisione sociale causato da quella battaglia», commenta il primo cittadino, «si era persa la fiducia reciproca, nelle istituzioni locali e negli enti di controllo e il senso di comunità. Tutto era fermo: l'edilizia, il numero di abitanti fisso a 1.570-1.580 dal 2010 al 2016 circa. Nessun nuovo investimento, nessuno aveva voglia di trovare casa a Treglio per creare il proprio futuro». «Grazie al coraggio di un gruppo di cittadini», prosegue emozionato Berghella, «e con la guida e l'aiuto di Nuovo Senso Civico, del presidente Alessandro Lanci, si chiese alle autorità giudiziarie se tutto quello che stava accadendo avesse il profilo della legittimità o meno. E così la storia ebbe inizio: le indagini portarono al sequestro di entrambi gli stabilimenti (cosa mai accaduta in Italia). L'amministrazione di Treglio decise di costituirsi parte civile nel procedimento penale per reati ambientali, dichiarandosi parte lesa. Lo stesso fecero Nsc e un gruppo di 40 cittadini. Oggi Treglio è un paese vivo, che respira a pieni polmoni l'odore della propria terra, dei propri ulivi, che ha ritrovato un'armonia sociale, la voglia di divertirsi e stare insieme. Treglio è tornata a crescere, gli abitanti sono aumentati da 1.580 circa a 1.700». (d.d.l.)

