Il Tar boccia la costruzione di Mirò

Accolto il ricorso della Regione contro l’insediamento commerciale. Costruttori pronti a fare appello al Consiglio di stato
CHIETI. Il Tar boccia il parco commerciale Mirò. Si schiera con la Regione, che chiedeva di bloccare la realizzazione dei nuovi negozi, accogliendone il ricorso. Dichiarato invece improcedibile il ricorso del Wwf, che appare decaduto visto che chiedeva la stessa cosa della Regione. La decisione del Tar, che non ha ancora pubblicato la sentenza, annulla i risultati della Conferenza dei servizi fatta dal Comune di Cepagatti che ha rilasciato i permessi ad andare avanti. Il motivo dell’annullamento starebbe nel fatto che alla conferenza dei servizi non è stato invitato il Comitato regionale per la valutazione dell’impatto ambientale. La Conferenza dei servizi era stata convocata per la voltura dei titoli dal vecchio al nuovo proprietario, cioè dalla Sirecc alla Sile di Bergamo. Con ogni probabilità ora la Sile farà ricorso al Consiglio di stato.
I primi a dare notizia della bocciatura sono Federmanager Abruzzo e Molise e gli avvocati Bruno Gallo, Salvatore Di Pardo e Andrea Latessa che difendono gli interessi del cosiddetto Megalò 3, il terzo insediamento commerciale da realizzare nel sito di Santa Filomena, che con la società Akka si erano inseriti nel ricorso contro Mirò.
«L’intervento non potrà essere realizzato», dice l’avvocato Gallo. «Troppo gravi per il Tar Pescara le irregolarità del procedimento autorizzativo. Il Tar, accogliendo la tesi della Regione Abruzzo sostenute anche da Akka e Wwf in diversi giudizi, ha definitivamente messo la pietra tombale sulla costruzione del nuovo centro commerciale. In particolare il Tar ha accertato che le volture dei titoli edilizi rilasciati dal Comune di Cepagatti e dal Comune di Chieti costituiscono in realtà nuovi permessi di costruire adottati in assenza della necessaria Valutazione di impatto ambientale ed a seguito di una conferenza di servizi conclusasi senza la partecipazione di tutte le amministrazioni deputate al rilascio delle autorizzazioni. Fermo era stato il diniego sia del Comitato Regionale per la valutazione di impatto ambientale e che della Autorità di Bacino. Quest’ultima aveva evidenziato che la zona individuata per il nuovo centro commerciale era a rischio alluvioni e, quindi, pericolosa per l’incolumità pubblica». «Ad oggi», conclude il presidente di Federmanager Florio Corneli, «l’unica concreta opportunità di sviluppo commerciale potrebbe essere il diverso Programma approvato dalla Regione e dal Comune di Chieti, cosiddetto Megalo 3, localizzato su aree non pericolose». Ma anche questo progetto al momento è bloccato.
Il presidente del Wwf Chieti Pescara, Nicoletta Di Francesco, dice invece di attendere «di poter leggere la sentenza del Tar» e di essere comunque «fiduciosa». Il Wwf, per mano dell’avvocato Francesco Paolo Febbo, aveva presentato un ricorso contro Mirò, raggruppando anche molte altre associazioni cittadine, soprattutto del settore commerciale.
Intanto nel cantiere di Santa Filomena, alla fine del parcheggio di Megalò, si lavora a spron battuto. Nella spianata sono sorti due grandi costruzioni il cui involucro sembra già quasi pronto e una terza appena iniziata.
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