Il Tar toglie all’agenzia Arta le verifiche sul sansificio

4 Giugno 2017

Treglio, i giudici amministrativi affidano all’Arpam di Ancona le rilevazioni sull’impianto Giambuzzi (Nsc): «Il parere dell’ente non era adeguato, una figuraccia per l’Abruzzo»

TREGLIO. Sarà l’Arpam di Ancona (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente delle Marche) a verificare le emissioni nell’aria dei sansifici Vecere, gli impianti di estrazione degli oli di sansa di oliva ed essiccazione. Lo ha stabilito un’ordinanza del Tar di Pescara che esautora, di fatto, l’operato dell’Arta Abruzzo per affidare il parere sulla natura delle emissioni ad un ente della pubblica amministrazione di un’altra regione. Tutto da rifare dunque per una vicenda, quella relativa alla presenza sul territorio di impianti fortemente impattanti sull’ambiente e potenzialmente pericolosi per la salute umana, che si trascina da anni tra le proteste e l’indignazione dei cittadini di Treglio e delle associazioni ambientaliste. L’ordinanza, emessa lo scorso 7 aprile e pubblicata il 25 maggio, riguarda un ricorso del 2015 da parte del Comune di Treglio che si oppose alla decisione della Provincia di autorizzare una modifica strutturale all’interno del sansificio che, secondo l’azienda, avrebbe migliorato la qualità delle emissioni. Per il Comune quella modifica era sostanziale, mentre per l'azienda non lo era. Anche l’Arta ritenne che quella modifica migliorasse le emissioni, dando la stura così al rinnovo delle attività del sansificio. Il Comune di Treglio, tramite il sindaco Massimiliano Berghella e il tecnico incaricato, l’ingegnere Tommaso Giambuzzi di Nuovo Senso Civico, difesero strenuamente la loro posizione. «Non conosciamo le ragioni della decisione del Tar», spiega Giambuzzi, «ipotizziamo però un conflitto di interesse, dato che l’Arta era parte nel procedimento. Questa ordinanza rappresenta certamente una figuraccia per l’Abruzzo perché in sostanza accade che un tribunale si trova a decidere su un parere espresso da un ente che evidentemente non ha fatto un’adeguata istruttoria. L’Arta, quindi, non è stata in grado di stabilire quanto richiesto dalle parti in causa». «L’Arta Abruzzo non funziona come dovrebbe», commenta Alessandro Lanci, presidente di Nsc, «non ha gli accreditamenti per effettuare le analisi e anche a livello di istruttoria le cose non vanno bene. Una situazione che come associazione denunciamo da tempo e che speriamo si risolva dopo questo schiaffo da parte di un tribunale amministrativo». «Da sindaco», interviene Berghella, «mi trovo a denunciare una situazione paradossale: a distanza di cinque mesi da quando si è chiuso il procedimento oggetto del ricorso non abbiamo ancora un parere definitivo di Arta e Regione. È solo grazie al lavoro di squadra, alla tenacia e al coraggio nostro e di Nsc che ci troviamo ad avere alcune risposte. Dove sono la politica locale e quella regionale? E che posizione ha assunto il Comune di Lanciano dopo tutti i proclami in favore dell’ambiente? Questo è un sito che va delocalizzato, dov'è la programmazione regionale? Sull'ambiente si fa solo campagna elettorale, in trincea siamo lasciati soli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA