Il Teatro è senza direttore un mese dopo il concorso

Tutto fermo dal colloquio di 30 giorni fa per la nomina del responsabile artistico L’uscente Bellafronte, escluso dalla commissione, presenta il ricorso al Tar
VASTO. È sceso il sipario sul Teatro Rossetti. A distanza di un mese dal colloquio cui sono stati sottoposti i candidati e dal quale è stato clamorosamente escluso il maestro Raffaele Bellafronte, direttore artistico uscente, nulla trapela da Palazzo di città sulle nuove nomine. In ballo c’è la direzione artistica della struttura che sta vivendo una fase di stallo con ripercussioni sulla stagione teatrale.
L’ impasse è dovuto alla vicenda che vede protagonista Bellafronte. Quest’ultimo, la cui riconferma sembrava scontata, è stato dapprima ammesso alla selezione indetta dall’amministrazione comunale e poi escluso all’ultimo momento dalla commissione tecnica presieduta dal dirigente Michele D’Annunzio per dei motivi ostativi rappresentati da una condanna penale riportata dal noto professionista vastese per il reato di ingiuria ai danni di un dipendente comunale. Bellafronte, che nelle scorse settimane ha inviato una diffida lamentando una serie di irregolarità, si accinge ora a presentare ricorso al Tar per far valere in quella sede le sue ragioni. Per il direttore artistico uscente il reato di ingiuria è di natura privata, non rientrerebbe quindi tra le ipotesi contemplate dalla legge (reati contro la pubblica amministrazione). Insomma, una diatriba in piena regola che sta penalizzando il Rossetti, anche alla luce della incombente stagione teatrale.
Davide D’Alessandro, che da settimane denuncia la situazione di stallo, annuncia una conferenza stampa per sabato prossimo, alle 11, davanti al Teatro. «Sarà un’iniziativa di protesta e chiarezza su una vicenda che, dopo i contorni comici, sta assumendo rilievi preoccupanti», spiega il consigliere comunale indipendente, «mi riferisco al bando per la nomina del nuovo direttore artistico. La prova, tenutasi il 9 settembre scorso davanti alla commissione esaminatrice, non è stata ancora inspiegabilmente chiusa e, a distanza di un mese, non è stato ancora comunicato l’esito. Ci sono quattro candidati, fior di professionisti con eccellenti curriculum, in attesa di giudizio. Sul tavolo, accanto a me, ci sarà un cesto di banane. A ogni giornalista ne verrà offerta una. La mangeremo insieme. La banana è un frutto prezioso, purtroppo assurto a simbolo di un’amministrazione che sta calpestando il diritto e la legalità su vari fronti, come urlato giorni fa anche dal corpo di polizia municipale. La stagione 2014-2015 incombe. Non c’è tempo da perdere. I tanti amici del Teatro e della musica di una città in decadenza non possono più attendere, con il rischio di perdere persino il pochissimo che è rimasto», conclude D’Alessandro.
Anna Bontempo
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