Il Tricalle saluta la maestra Anna

16 Giugno 2018

L’insegnante dell’asilo va in pensione dopo oltre 40 anni Rifiuta il regalo e dona i fondi per una ludoteca ad Ari

CHIETI. Anche per la “maestra Anna” è arrivato il momento della pensione. Oltre quarant’anni di lavoro nella scuola d’infanzia di via dei Frentani al quartiere Tricalle meritano una festa di commiato come si deve. Ed Anna Soriente, punto di riferimento di intere generazioni, l’ha avuta. Momenti di coinvolgimento ed ovvia commozione attorno all’insegnante da parte di bambini, genitori e colleghi nel corso di una manifestazione che ha chiuso un corso di socializzazione curato dall’associazione TheaRte di Mauro Cerritelli. Poi un regalo, che l’interessata ha gradito molto. «Un contributo a favore dell’associazione onlus L’Arca di Francesca per la realizzazione di una ludoteca nel nido solidale di Ari da parte dei genitori della classe 3ª A», spiega la maestra, «ed è stato un dono bellissimo nel giorno in cui lascio una scuola e un piccolo mondo, quello del quartiere Tricalle, che mi ha dato sicuramente parecchio». Ricevendo comunque altrettanto. «Ora penso alle vacanze estive. Normale che a settembre il contatto con i bambini mi mancherà. Ho visto crescere tanti ragazzi che avevo accompagnato dai tre anni fino all’iscrizione alla prima elementare. Un periodo bellissimo. Per i genitori ed anche per chi li segue diverse ore al giorno».
In un mondo che cambia velocemente, impossibile non cogliere differenze negli anni, anche in tenerissima età: «Una volta, proprio prima delle vacanze estive, parlai del mare e un bambino mi disse che non lo aveva mai visto. Ogni ciclo, nel tempo, ha sempre proposto aspetti nuovi. Ora c’è più attenzione, magari anche maggiore vivacità, a 5 anni si gioca con il tablet e, in ogni caso, esiste sicuramente un maggiore coinvolgimento da parte degli stessi genitori che seguono le programmazioni e si tengono costantemente informati sul comportamenti dei bambini. La scuola d’infanzia, insomma, non è più considerata, come una volta, una sorta di parcheggio dei figli quando si va al lavoro». Una scuola, quella del Tricalle, che calamita l’attenzione di un ampio bacino di utenza: «Dalle nuove palazzine dietro la chiesa ai nuclei storici del quartiere, ci sono anche bambini che abitano a Torrevecchia», conclude Soriente, «tra tutti noi, sempre un ottimo rapporto. Come in una grande famiglia. Sono sempre rimasta qui, magari anche a ricevere una nuova iscrizione da parte di un genitore che tanti anni prima era stato da noi e portava con sé un ricordo dolcissimo di quell’esperienza. E sono queste le cose che danno un senso importante a ciò che fai».