Il vescovo Forte: «Una Chiesa libera non deve far paura»

22 Ottobre 2014

Il segretario del Sinodo racconta l’assemblea sulla famiglia «Le coppie conviventi vanno sostenute nel loro cammino»

LANCIANO. «Non spaventiamoci di una Chiesa libera, capace di mostrare i suoi dibattiti interni, che si interroga, spaventiamoci piuttosto di una Chiesa troppo uniforme, troppo taciturna e immobile». Monsignor Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo dei vescovi che ha richiamato a Roma nei giorni scorsi 253 partecipanti da tutto il mondo, di cui 191 padri sinodali, ha scelto Lanciano e la fiera degli antichi mestieri e arte sacra Nundinae per raccontare la sua esperienza sinodale e ciò che è emerso dall’importante confronto all’interno della Chiesa.

L’occasione è stata la Giornata regionale del clero alla presenza di oltre 400 preti e di 10 vescovi, tra cui il presule di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, (assente il vescovo dell’Aquila), in un vero e proprio evento per i padiglioni di Lancianofiera grazie alla straordinaria partecipazione dei presuli, ai contenuti degli argomenti affrontati e a un percorso, quello delle manifestazioni fieristiche, aperte anche al mondo della Chiesa e del turismo religioso, che già dai primi passi sta dimostrando grande attenzione da parte del pubblico del settore.

Soddisfatto il presidente della fiera, Franco Ferrante, che ha salutato l’affollata platea con un pizzico di emozione, ringraziando la collaborazione dell’Arcidiocesi di Lanciano-Ortona. A Monsignor Forte il compito di sostituire il cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Strigonio-Budapest, presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa e relatore al sinodo, richiamato a Budapest per la morte del fratello gemello e per un impegno ecclesiale non rinviabile.

Ma il dibattito è subito entrato nel vivo dei lavori della Chiesa, un vero e proprio work in progress come ha definito il sinodo il vescovo Forte riferendosi a un cammino «che ha posto le basi per tornare su argomenti di grande attualità e di cui non si può più tacere. Il testo della relatio sinodis», ha specificato Forte, «non ha un estensore unico, come i giornali hanno riportato, ma è il frutto di un coordinamento dei lavori di un gruppo di esperti».

L’assemblea generale dedicata al tema della pastorale famigliare, secondo Forte ha avuto l’impronta di tre Papi: «Papa Francesco, che ha da subito espresso l’invito alla franchezza, all’assoluta libertà e che per questo ha voluto rendere pubblici i risultati di tutte le votazioni; Papa Benedetto XVI che ha avuto da sempre a cuore l’importanza del ruolo della fede tra gli sposi; e Papa Paolo VI, testimone del dialogo della Chiesa con la modernità».

Il teologo ha spesso ricordato le parole di Papa Francesco nel corso dell’assemblea straordinaria dei vescovi: «La Chiesa», ha detto Papa Bergoglio, «non abbia paura di rimboccarsi le maniche per curare le ferite dei bisognosi. Si senta coinvolta, senza rinunciare alla fede, ma sia solidale con chi fa fatica». Ed è proprio l’approccio ai temi moderni delle unioni civili e delle unioni omosessuali, uno dei grandi risultati del sinodo. Monsignor Forte lo ricorda: «La realtà famigliare ha subito delle profonde trasformazioni: fino a dieci anni fa le convivenze erano l’assoluta minoranza delle coppie che incontravo, oggi sono l’assoluta maggioranza. Abbiamo a che fare con questa realtà, e la sfida è approcciarsi a realtà locali con temi globali e alla base di tutto resta la fede: la Chiesa deve accompagnare queste giovani coppie e sostenerle nel cammino». Quanto alle unioni gay il sinodo si è espresso sul fatto che le persone omosessuali «hanno il diritto al rispetto della loro dignità», ma allo stesso tempo per la Chiesa «in nessun modo è possibile equiparare un’unione omosessuale al matrimonio».

Daria De Laurentiis

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