Il vescovo si scaglia contro Paolucci

16 Aprile 2015

Ortona, caso Punto nascite. A vuoto l’incontro Cipollone-assessore. Il prelato: la Regione crea gli esodati della sanità

ORTONA. «Così si rischia di creare gli esodati degli ospedali. Persone che si ritrovano, all’improvviso, senza servizi, senza assistenza medica, come gli esodati del mondo del lavoro che si sono trovati senza stipendio, senza assegno di pensione e anche senza ammortizzatori sociali e che non riescono a vivere oggi in attesa di una pensione che non si sa quando arriverà. Anche nella sanità si sta pensando al futuro perdendo di vista il presente. Chiudere il Punto nascite di Ortona creerà solo problemi». Sono le parole dell’arcivescovo di Lanciano-Ortona, monsignor Emidio Cipollone, dopo l’incontro avuto in Curia con l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. Un faccia a faccia nella stanza del vescovo che era stato preceduto da uno scambio di battute venerdì scorso alla Fiera dell’agricoltura in cui Paolucci aveva prospettato al prelato il progetto regionale della sanità che «non è fatta di tagli ma di punti nascita migliori. Una sanità fatta di investimenti», ha detto Paolucci, «di tre milioni di euro per mettere in sicurezza gli 8 Punti nascite regionali (quindi non sono stati considerati i Punti nascite in chiusura ossia di Ortona, Penne, Atri e Sulmona, ndc). Ad esempio per la sala parto dell’ospedale Renzetti di Lanciano sono pronti 600mila euro per la riqualificazione e per nuovi strumenti».

«L’assessore è rimasto delle sue posizioni. Non ha lasciato nessuno spiraglio», ha detto Cipollone, «tanto che alla fine mi ha anche ricordato le date di chiusura dei 4 Punti nascite, per Ortona sarà il 1° luglio. E ha ribadito che sul Bernabeo si punterà, sarà legato alle università, un polo di eccellenza ginecologico e oncologico. Bei progetti ma nel frattempo gli ho chiesto, e continuerò a chiedergli, dov’è la sicurezza per le donne che da Ortona partoriranno a Chieti lungo i corridoi? O per quelle persone che attenderanno anni per fare i piccoli interventi che si facevano ad Atessa? Si rischia di morire oggi in attesa di un futuro migliore? Credo che bisogna state attenti alle persone, al bene delle persone oggi. Persone che devono poter partorire e nascere in tranquillità e non per i corridoi, di operarsi di cataratta senza attendere due anni. Poi quando tutto sarà pronto, con sale a norma e strutture nuove, si potrà rivedere il percorso. Ma da parte dell’assessore, che rispetto a quando era segretario del Pd fa più fatica, non c’è stata alcuna apertura. E di questo mi dolgo».

Un richiamo al presente quello di Cipollone che ha raccolto le lamentale di parte della sua diocesi e che ha scelto di lottare per far restare aperto il Punto nascite di Ortona e in difesa di una sanità che guardi al bisogno delle persone e non solo ai numeri.

Teresa Di Rocco

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