Il virus non ferma l’ateneo Aumentano le iscrizioni

26 Novembre 2020

Il rettore Caputi: la d’Annunzio è attenta alle vocazioni professionali dei ragazzi Boom di adesioni per Ingegneria biomedica, in crescita anche i corsi tradizionali

CHIETI. Il coronavirus non frena le iscrizioni all’università d’Annunzio. Anzi, nonostante i termini non siano ancora chiusi, è già boom di iscrizioni. «Le immatricolazioni sono in crescita», conferma con soddisfazione il rettore Sergio Caputi, «i dati, che vengono aggiornati quotidianamente poiché le iscrizioni sono ancora aperte, confermano un aumento costante di circa il 5%, rispetto all’ultimo anno accademico. Il risultato percentuale molto positivo si traduce in numeri assoluti di tutto rilievo, se si considera che la d’Annunzio rientra tra i grandi atenei italiani, avendo più di 20.000 iscritti complessivi e oltre 5.000 nuove matricole ogni anno. Oggi le nuove matricole sono 6.143, in crescita rispetto alle 6.007 registrate alla stessa data dello scorso anno». Inoltre, nonostante la spinta a prediligere gli atenei più vicini soprattutto nel centro-sud, è rimasta intatta, al 42% degli immatricolati, la capacità dell’ateneo teatino-pescarese di attrarre iscritti da fuori regione. E dire che con la pandemia in corso c’era il timore che le iscrizioni potessero diminuire.
«Si parlava da più parti», sottolinea il rettore a riguardo, «di una grande fuga degli studenti dalle università. Invece stiamo registrando un aumento continuo di immatricolazioni, che è ancor più significativo se si tiene conto che circa metà dei nostri iscritti proviene da fuori regione e che l’Abruzzo conta altre due università che sono attive sul territorio regionale». La d’Annunzio, dunque, continua ad esser attrattiva in Abruzzo e in tutta Italia, soprattutto per quanto riguarda le regioni del centro-sud, grazie alla sua offerta formativa. L’università ha all’attivo 61 corsi di studio. In particolare, tra i nuovi corsi avviati, sta brillando per nuove iscrizioni quello in Ingegneria biomedica che ha fatto registrare un successo andato al di sopra delle più rosee aspettative. «È il segno di una politica universitaria attenta alle esigenze formative e alle vocazioni professionali dei nostri giovani», commenta il rettore, «che ha visto negli ultimi tre anni l’avvio di nuovi corsi di Laurea, tra i quali Digital marketing, Logopedia e, appunto, Ingegneria biomedica. È giusto anche ricordare», conclude Caputi, «che questo ateneo ha saputo dare un’immediata risposta attraverso l’attivazione della didattica a distanza e ha garantito una costante vicinanza ai nostri studenti in questi mesi segnati dalla pandemia».
Tornano ad aumentare gli iscritti anche in un corso di studi di quelli più tradizionali, parliamo di Lettere che ha fatto registrare un grandissimo interesse. Il dipartimento di Lettere, Arti e scienze sociali, diretto da Carmine Catenacci, ha all’attivo un 20% in più di nuove matricole. Continua, dunque, il trend in ascesa per le facoltà umanistiche, partito dal 2015. Grande attenzione, infine, per i corsi di Medicina, fiore all’occhiello dell’università d’Annunzio. Per quanto riguarda le specialità mediche, però, notizie ufficiose parlano di problemi con la Asl di Pescara. Pare, infatti, che ci siano acque agitate tra l’ateneo e l’azienda sanitaria pescarese proprio sulle specialità mediche. La scorsa settimana c’è stata una riunione della commissione paritetica che avrebbe registrato frizioni nel dialogo tra le due istituzioni. Nonostante il fatto che l’ateneo dannunziano abbia avviato notevoli investimenti sul polo di viale Pindaro a Pescara.
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