Il volontariato non basta: Babalù a rischio chiusura

30 Novembre 2016

Sant’Eusanio, in bilico l’esistenza della fattoria degli asini che aiuta i disabili La cooperativa e le famiglie dei 31 utenti chiedono sostegno a 14 Comuni

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Ci sono belle realtà in Abruzzo a favore della disabilità, che dovrebbero essere incentivate, mentre si rischia di farle cancellare. E “Babalù-Fattoria dell’amicizia” è una di queste. Gestita dalla cooperativa sociale “Il Sole” di Lanciano, è nata nel 2011 con lo scopo di creare sul territorio un’alternativa valida per persone con disabilità. La struttura va avanti grazie alle tante figure professionali che prestano attività di volontariato, ai ragazzi del servizio civile, alle famiglie e ai donatori aziendali e privati e alla cooperativa stessa. A Babalù chi è speciale trova una dimensione accessibile nella quale mettersi alla prova attraverso diversi laboratori proposti: accudimento degli animali, cura dell’orto e della serra, laboratorio di cucina, manufatti artigianali, onoterapia, agriturismo su prenotazione con inserimento lavorativo dei ragazzi con problemi. Numerose le convenzioni attive: con il Centro di igiene mentale di Lanciano, le scuole di Fossacesia per cicli di pet-therapy, il tribunale e la casa circondariale di Lanciano per percorsi riabilitativi dei detenuti. Oggi però su Babalù il futuro è velato da incertezze.

Per questo lunedì scorso la presidente della cooperativa “Il Sole”, Rita Di Biase, ha organizzato nella fattoria un incontro-confronto con le famiglie dei 31 ragazzi che frequentano la struttura e sindaci e assessori alle politiche sociali di 14 Comuni dai quali arrivano i ragazzi (Lanciano, Castel Frentano, Fossacesia, Rocca San Giovanni, Treglio, Filetto, Sant’Eusanio, Orsogna, Ripa Teatina, Guardiagrele, Atessa, Francavilla, San Vito e Frisa). Per la fattoria, a conduzione privata, si è avanzata la richiesta di accreditamento con enti pubblici anche in previsione della prossima presentazione del Piano sociale regionale affinché si possa usufruire, attraverso l’inserimento nei piani di zona, di un giusto sostegno economico. La presidente Di Biase ha elencato la serie di problematiche che ruotano intorno a tale servizio, dei successi raggiunti ma anche della fatica e dei sacrifici che si affrontano quotidianamente per sostenere un centro di tale spessore. La coordinatrice D’Ettorre ha introdotto Alessandra Campitelli, psicologa, che ha spiegato come avviene la presa in carico dell’ospite e le strategie educative adottate, che permettono al ragazzo disabile di trasformarsi da assistito a produttore di lavoro, utile a se stesso e agli altri. In una lettera inviata ai sindaci i familiari dei ragazzi dicono: «In nome della diversità e della peculiarità di ogni individuo, abbiamo potuto constatare che i nostri familiari trovano tanta serenità e realizzazione delle proprie potenzialità frequentando Babalù».

Linda Caravaggio

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