Il Wwf: «No al regolamento solo danni per la costa»

Ciclovia. Ricci (delegata Abruzzo): no alla scelta di altro cemento sul litorale Palena (Zona frentana): si rischia di snaturare l’aspetto paesaggistico del lido
LANCIANO. Sospendere l’iter del regolamento della Via Verde e aprire una fase di confronto per non intaccare la bellezza della Costa dei trabocchi. Lo chiedono il Wwf Abruzzo e la costola locale Wwf Zona frentana e Costa teatina, che nei giorni scorsi hanno presentato osservazioni alla bozza di regolamento di gestione elaborato dalla Provincia di Chieti. Un documento bocciato anche da sette associazioni ambientaliste vastesi.
NO AL CEMENTO, SÌ AL PARCO Il Wwf dice no a scelte che continuano a cementificare il territorio. «Ci eravamo illusi», commenta Filomena Ricci, delegato dell’associazione regionale, «che la pandemia avrebbe messo bene in evidenza la necessità di mettere al centro di ogni azione il rispetto degli equilibri naturali, ripensando le attività umane all’interno degli ambienti in cui viviamo. Né è accettabile che si accampi la giustificazione della fretta: cittadini e turisti aspettano risposte da anni e non si può accettare che, per guadagnare un paio di mesi sui ritardi accumulati, si vari in gran fretta un regolamento che comporterà enormi danni sia nell’immediato che nell’ottica stessa in cui la Via Verde è stata pensata. Questo territorio», aggiunge, «aspetta ormai da vent’anni l’istituzione del Parco nazionale della Costa teatina, non più rimandabile. È l’unico strumento possibile per pianificare interventi e azioni che da un lato tutelino le emergenze naturalistiche e dall’altro implementino la promozione del territorio».
OSSERVATORIO VIA VERDE «Senza un’adeguata pianificazione degli interventi, che non può essere solo appannaggio dei privati», aggiunge Ines Palena, presidente del Wwf Zona frentana e Costa teatina, «si rischia di snaturare l’assetto paesaggistico del territorio e di intaccare la bellezza dei trabocchi con chioschetti, parcheggi, impianti sportivi, ombreggi e altro, sparsi qua e là lungo la costa. Disseminare la Via Verde di parcheggi sembra, inoltre, completamente contro la logica della fruizione sostenibile con la quale la stessa è stata concepita». Il Wwf chiede agli enti di sospendere l’iter del regolamento di gestione della Via Verde della Costa dei trabocchi. «Non si prendano facili scorciatoie», continua l’associazione ambientalista, «ma si faccia riferimento alla legge regionale 5 del 2007 che prevede la necessità della redazione di un piano per armonizzare il Sistema delle aree protette della Costa dei trabocchi in attesa dell’arrivo del parco. La partecipazione non può essere vissuta come un peso o una perdita di tempo. Si coinvolgano Regione, Comuni e portatori d’interesse all’interno di un Osservatorio per la Via Verde, che progetti interventi nell’ottica della tutela del patrimonio naturalistico e implementi azioni per dare orizzonti diversi all’economia del territorio in prospettiva e anticipando quello che dovrà essere il futuro di queste aree meravigliose, ossia il Parco nazionale della Costa teatina».
TUTELA DEI TRABOCCHI Il Wwf fa, inoltre, un appello ai sindaci perché tutelino i trabocchi, anima della costa chietina, luoghi della storia e della tradizione, diventati tratti distintivi del paesaggio, che rendono unico il territorio. «Non si ammettano modificazioni di queste strutture», puntualizza il Wwf, «non si conceda di banalizzarle trasformandole in anonime riproduzioni con ristoranti sul mare».
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