Illuminazione pubblica, mille luci sono da sostituire

12 Maggio 2022

PAGLIETA. Migliorare il servizio di illuminazione su tutto il territorio comunale, questo è l'obiettivo che si è prefissa l'amministrazione comunale. Mille sono le lampade da sostituire con punti...

PAGLIETA. Migliorare il servizio di illuminazione su tutto il territorio comunale, questo è l'obiettivo che si è prefissa l'amministrazione comunale. Mille sono le lampade da sostituire con punti luci al led e ciò è stato possibile dopo aver risolto un contenzioso con la ditta che gestisce l’impianto di pubblica illuminazione. L’attuale giunta Graziani ha ereditato dalla precedente amministrazione Scaricaciottoli, un vecchio contratto stipulato con una nota ditta nazionale, dalla durata ventennale: uno del 2011 e l’altro del 2012. Con il gestore è stato intrapreso un contenzioso in quanto non era stato garantito quanto stabilito con degli accordi, nonostante il Comune di Paglieta versasse al gestore ben 86 mila euro l’anno. Il servizio, risultato molto carente, si è risolto con una transazione che prevede la sostituzione di tutti i lampioni con luci di nuova tecnologia, le luci al led, oltre che a cambiare le luci fulminate da tempo. L’inconveniente delle luci spente in alcuni tratti, per mancanza del punto luce fulminato, si è protratto proprio perché era in atto il contenzioso.
«Con una transazione», dichiara il sindaco Ernesto Graziani, «si è giunti a far sostituire le 1.000 luci, già obsolete, con punti luci al led, in grado di garantire una riduzione della dispersione di luce, una migliore illuminazione e nel contempo permetteranno di ottenere un minor consumo energetico, ovvero risparmi nella parte corrente del bilancio comunale. L’accordo attuale», conclude Graziani, «è ora molto vantaggioso, il costo del servizio prestato è pari a 6 mila euro l’anno, per otto anni, comprensivi d’Iva. Oltre alla manutenzione e sostituzione dei punti luci, è prevista anche l’estensione della rete di illuminazione, saranno quindi collocati nuovi lampioni nei luoghi sprovvisti». (m.d.n.)
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