Impianto per fanghi e gas Nel paradiso dei vigneti

9 Febbraio 2017

Forum H20 e Nuovo senso civico contro il “reattore di digestione anaerobica” Lo stabilimento per produrre energia elettrica sorgerebbe a 600 metri da Tollo

CANOSA SANNITA. Un impianto di digestione anaerobica per il recupero di materiale organico in area agricola, tra i Comuni di Canosa Sannita, Tollo e Giuliano Teatino. Nel cuore della viticoltura spunta un progetto destinato a far discutere: la ditta Risaliente srl vorrebbe realizzare un impianto industriale di trattamento di fanghi e combustione di gas, in un territorio dove l’agricoltura è la primaria fonte economica. È polemica. Il progetto prevede l’uso dei fanghi, che sono classificati come rifiuti, per la formazione di gas da bruciare in loco al fine di produrre energia elettrica. Lo stabilimento industriale sorgerebbe nel Comune di Canosa Sannita, a soli 600 metri dal confine con Tollo, e a 500 metri da quello con Giuliano Teatino, lungo il fiume Venna. Nella giornata odierna è prevista la conferenza dei servizi sulla variante al piano regolatore di Canosa Sannita, al fine di cambiare la destinazione d’uso, da agricola ad industriale, dell’area dove la ditta vorrebbe realizzare l’impianto. Su questa vicenda scende in campo Augusto De Sanctis del Forum H2O, insieme all’associazione Nuovo Senso Civico, ritenendo che sia «una vera e propria follia pensare di inserire un impianto industriale che può essere potenzialmente fortemente impattante in una delle aree a maggiore produzione agricola della regione». Le due associazioni sono venute a conoscenza di questo progetto solo nella tarda serata di martedì, e ieri mattina hanno inviato una prima nota di opposizione al Suap di Chieti, contestando anche la mancata pubblicazione di tutta la documentazione inerente il progetto, prevista dalla Convenzione di Aarhus. «Da quanto abbiamo potuto verificare sui siti istituzionali (Suap e Comune) risultano pubblicati solo una relazione dell’azienda con la richiesta di non assoggettare la Variante a Valutazione ambientale strategica e la convocazione della conferenza dei servizi», dichiarano il Forum H2O e Nuovo Senso Civico. «Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di avere una piena informazione su quanto sta per accadere al loro territorio». Dalle due associazioni arriva in primo luogo l’invito a usare le diverse aree industriali e artigianali esistenti per la localizzazione degli impianti. Inoltre «si verifichi attentamente l’esistenza di adeguati servizi di depurazione e monitoraggio ambientale. Anche le tecnologie utilizzate possono essere meno impattanti», aggiungono dal Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua e da Nuovo Senso Civico.   Un ultimo nodo che le due associazioni fanno emergere, è legato al corso d’acqua vicino al quale l’impianto di digestione anaerobica dovrebbe nascere, ovvero il torrente Venna. «Ricordiamo che è fortemente inquinato, con la presenza addirittura di salmonella», concludono. «È del tutto evidente che in quel territorio non si può pretendere di aumentare la pressione antropica». Il progetto della Risaliente srl continuerà a far discutere.