Imposte delle aziende al Comune «A noi soltanto un milione su 4,3»

ATESSA. Può il Comune di Atessa intervenire con manutenzioni e interventi nell’area industriale della Val di Sangro? Questa è la domanda che in questi giorni tiene banco sulle colonne del Centro. Da...
ATESSA. Può il Comune di Atessa intervenire con manutenzioni e interventi nell’area industriale della Val di Sangro? Questa è la domanda che in questi giorni tiene banco sulle colonne del Centro. Da una parte il capogruppo di FI in consiglio regionale, Mauro Febbo, che dice di sì, perché «Atessa beneficia del 30% dell'Imu dei capannoni industriali, senza che l'amministrazione comunale abbia mai speso alcunché per la propria area industriale e per gli imprenditori insediati». Ma il sindaco Giulio Borrelli è di parere opposto: «La competenza e le responsabilità della zona industriale sono dell’Arap, Azienda regionale delle attività produttive». Borrelli spiega: «I Comuni fino al 2012 incassavano tutta l’Imu dei catastali D e mai i consorzi industriali, e poi l’Arap, sono stati finanziati dagli enti locali. Oggi ai Comuni va solo una percentuale niente affatto “ingente”». Quali sono le cifre? «Dei 4 milioni e 300mila euro di Imu derivanti, in Atessa, dai catastali D», puntualizza il sindaco, «ben 3 milioni e 400mila vanno allo Stato e 950mila al Comune. Queste risorse chiaramente non derivano unicamente dalla zona industriale, ma dai fabbricati ad uso produttivo di tutto il territorio atessano e fanno parte del bilancio complessivo del Comune che deve provvedere a pagare il proprio personale e fornire servizi a tutta la cittadinanza: dall’illuminazione pubblica ai servizi scolastici, dall’assistenza sociale alle manutenzioni di un territorio di 110 km quadrati, uno dei più vasti della Provincia».
Per Borrelli «prima di fare i conti nei bilanci altrui, Febbo e la Regione farebbero bene ad amministrare meglio le proprie risorse» perché «la Regione, che ha ben altre risorse rispetto ai Comuni, ha distribuito nell’ultima legge di bilancio 12 milioni di euro (queste sì risorse “ingenti”) per sostenere attività e iniziative varie, non tutte di primaria importanza. Non avrebbe potuto destinare qualche centinaia di migliaia di euro per finanziare interventi Arap nella Val di Sangro, che produce un terzo della ricchezza non di Atessa, ma di tutto l’Abruzzo?».
Quella delle infrastrutture nell'area industriale della Val di Sangro non può essere rubricata come "polemica" tra Borrelli e Febbo perché le difficoltà (e conseguenti richieste di soluzioni) sono segnalate all'Arap, anche con documenti, dalle aziende tra le quali l'Honda e la Sevel.
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