Imprenditore derubato: «La gru ferma in Libia da 5 anni»

4 Marzo 2016

MONTEODORISIO. Passano i mesi, anzi gli anni, e non riesce a tornare in possesso della sua autogru. L’impianto da due milioni di euro, rubata nel 2011 ad un imprenditore di Monteodorisio, è ferma in...

MONTEODORISIO. Passano i mesi, anzi gli anni, e non riesce a tornare in possesso della sua autogru. L’impianto da due milioni di euro, rubata nel 2011 ad un imprenditore di Monteodorisio, è ferma in Libia da quasi cinque anni. L’imprenditore, N.B., venne derubato in un cantiere di Casamassima, in provincia di Bari dove stava lavorando.

«La Procura di Salerno ha chiesto e ottenuto il sequestro internazionale e la restituzione della gru al proprietario. La situazione politica del luogo sta ritardando la riconsegna. Abbiamo sollecitato l’esecuzione del sequestro», dice il legale dell’imprenditore, l’avvocato Fiorenzo Cieri, «oltretutto la gru non può neppure essere usata perché avrebbe bisogno di pezzi che solo il mio cliente ha e la casa madre non riproduce per motivi di sicurezza. Sono solo otto le gru simili a quella rubata realizzate in tutto il mondo».

Il pesante mezzo rubato in Puglia venne trasferito, con le procedure di trasporto eccezionale, sulla costa tirrenica, da Civitavecchia a Salerno. Poi vennero realizzati falsi documenti. «La falsa documentazione è stata prodotta a Salerno, da qui la competenza della Procura locale», spiega l’avvocato Cieri. N.B., tramite il suo legale, sta cercando in tutti i modi di riavere la gru che dal porto di Salerno (o da quello di Civitavecchia) venne imbarcata su una nave e trasportata a Tripoli, dove era stata acquistata da un imprenditore egiziano ignaro dell’illecita provenienza. Il sequestro locale su richiesta della Procura di Salerno è diventato sequestro internazionale. La vittima del furto chiede la restituzione del mezzo o la corresponsione del valore, che come detto, ammonta a circa due milioni di euro. «Il mio assistito è disperato. Ha investito tutto quello che aveva su quella gru, un impianto rarissimo in grado di realizzare ponti faraonici. La burocrazia e le vicende politiche remano contro di lui ma faremo il possibile per riportare la gru in Italia», afferma l’avvocato Cieri deciso a portare avanti la sua battaglia. (p.c.)