Impresa pagata in ritardo Condannato il Comune

1 Aprile 2015

La società De Cesare si prende la rivincita dopo un anno di braccio di ferro Il giudice di pace gli dà ragione sui lavori per le scuole Cesarii e del Tricalle

CHIETI. Comune ritardatario condannato a risarcire un’impresa. L’amministrazione municipale aveva fatto opposizione ritenendo di non dover pagare 3.405,51 euro al costruttore De Cesare, quale risarcimento causato da ritardi di pagamento per alcuni appalti. Ma il giudice di pace, nonché coordinatore dell’ufficio di piazza Malta, Renzo Di Renzo, ha respinto l’opposizione del Comune e lo ha condannato a versare quanto richiesto dalla società di costruzioni, più gli interessi di mora, 750 euro per compenso professionale e le spese di giudizio. In totale oltre 5mila euro.

I fatti risalgono al luglio 2014, quando l’impresa di costruzioni Ulrico De Cesare, in persona del legale rappresentante, architetto Angelo De Cesare, ha deciso di chiedere al giudice di pace, con decreto ingiuntivo, il pagamento di 3,405, 21 euro (oltre agli interessi), a titolo di risarcimento danno, in quanto il Comune aveva ritardato di versare i soldi dei vari stati di avanzamento, relativi ai lavori di adeguamento sismico della scuola materna del Tricalle e al completamento dei lavori di abbattimento delle barriere architettoniche e messa in sicurezza della Cesarii. Appalti che risalgono agli anni tra il 2012 e il 2013. Una difficoltà a percepire i pagamenti dei lavori che lo stesso De Cesare aveva anche denunciato nella trasmissione Virus su Raidue.

Finito sul tavolo del giudice, il 4 agosto 2014 il decreto ingiuntivo è stato notificato al Comune.

Ma l’ente si è opposto producendo una serie di documenti. Nel premettere che l’impresa aveva accettato che i pagamenti avvenissero per stati di avanzamento e solo quando i finanziamenti statali, regionali o della Cassa depositi e prestiti fossero stati ricevuti dal Comune, lo stesso ente si è opposto all’ingiunzione dell’impresa De Cesare, sostenendo di avere sempre pagato in tempo o al massimo con pochi giorni di ritardo peraltro per cause non imputabili all’ente ma semmai alle procedure o all’ente che aveva finanziato l’opera.

Il giudice di pace però ha respinto le ragioni del Comune ritenendo legittime le pretese della impresa De Cesare, assistita dall’avvocato Andrea Luccitti.

Il giudice Di Renzo sottolinea come tra i certificati di fine lavori e l’effettivo pagamento ci sia un notevole divario, in un caso di 141 giorni. Pur valutando le ragioni esposte dal Comune che stanno dietro ai ritardi, Di Renzo osserva che le comunicazioni di bonifico prodotte dall’impresa provengono dalla Banca dell’Adriatico, lo stesso istituto di credito della Tesoreria comunale, particolare che fa ritenere che i ritardi indicati siano esatti.

Del resto, dice ancora il giudice, se l’impresa De Cesare aveva accettato che i pagamenti avvenissero solo dopo l’erogazione dei soldi da parte degli enti finanziatori è anche vero che l’impresa non ha mai accettato che le somme che avrebbe dovuto percepire fossero infruttifere, e rinunciato di conseguenza alla naturale produttività di interessi attivi del denaro.

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