In 2mila fanno file per cambiare pediatra

Avvocato denuncia l’odissea alla Asl di Lanciano: nell’era del pc qui usano ancora carta e penna
LANCIANO. Devi cambiare pediatra a tuo figlio perché il medico che ha avuto finora va in pensione? Ti metti in fila allo sportello insieme a qualche migliaio di genitori, attendi con santissima pazienza il tuo turno e compili manualmente moduli obsoleti. Nell’era di internet, e-mail, pec e fax; negli anni in cui puoi consegnare a mezzo posta un’autodichiarazione, succede di questo nella Asl provinciale. Almeno stando al racconto di Giorgio Di Giorgio, avvocato lancianese, che ha scritto una lettera al direttore generale della Asl, Francesco Zavattaro, per raccontare la sua odissea patita nell’ambiente della burocrazia sanitaria.
«Sono padre di due bimbi di 4 e 6 anni. Sono andato agli uffici Asl di Lanciano per scegliere il nuovo pediatra dei miei figli, dopo la cessazione dal servizio del precedente medico. Come me», scrive Di Giorgio, «altri 1.500-2000 genitori hanno dovuto fare la stessa trafila: assentarsi dal lavoro o chiedere al datore una o due ore se non una giornata di ferie, mettersi in fila agli uffici, compilare i moduli, impegnando l’impiegata dalla Asl a ricevere, uno ad uno, 2.000 mamme e papà. Tra i genitori impegnati in questa operazione ci saranno altri 400-500 mamme e papà, anch’essi pubblici impiegati che, per effettuare il cambio del pediatra, vista la coincidenza di orari degli uffici pubblici, si saranno assentati dal loro lavoro, producendo altrettanti disservizi all’amministrazione di appartenenza in danno dell’utenza che doveva fruire dei servizi di quelle pubbliche amministrazioni. Mi chiedo», prosegue Di Giorgio, «se nel 2014 sia o meno civile, giusto, utile, economicamente conveniente, costringere 2.000 madri e padri di famiglia ad andare nei vostri uffici per sostituire un pediatra. Tutto ciò ha un costo per la collettività di 60-70 mila euro, solo perché la Asl nel 2014 pretende che il cambio del medico avvenga con questo sistema. Mi offro per una consulenza gratuita ai vostri uffici», conclude Di Giorgio, «per trovare una soluzione giuridicamente corretta che eviti questo scempio di tempo e denaro per l’utenza, di risorse per la collettività e per la sua azienda e di carta per l’ambiente».
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