In 5mila chiedono aiuto per affitti, bollette e cibo

Lavoro, sfratti, rincari di gas e luce, cure sanitarie, connessioni a internet L’arcivescovo Cipollone: numeri in crescita, con l’ascolto capiamo i problemi
LANCIANO. Il lavoro che manca, la casa sulla quale pendono sfratti o rimasta senza luce o gas perché le bollette non si riescono a pagare. I beni di prima necessità, la didattica a distanza (Dad) che aumenta le spese tra pc e connessioni e le cure sanitarie, difficili da sostenere. Sono le emergenze del lavoro, della casa, quelle che la Caritas diocesana sta affrontando e che sono cresciute con i due anni di pandemia. Sono circa 5mila le persone che bussano alle porte dei centri di ascolto di Lanciano e di Ortona per un aiuto; 3mila in più rispetto al 2019.
LA CARITASDue anni di pandemia hanno messo ancora più a nudo il problema della povertà, vecchie e nuove emergenze che pesano come macigni sulle spalle anche della Caritas diocesana che per volere dell'arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, ora ha i nuovi responsabili: sono i coniugi Fernando Di Cicco e Maria Carmen Rapino. A loro e a un ristretto direttivo l'arduo compito di ascoltare le persone e rispondere alle richieste di aiuto che si moltiplicano. «Saremo gli occhi, la mente e le braccia di un corpo più ampio che è la Chiesa, chiamata da sempre ad ascoltare e soccorrere», dice Di Cicco. «Al centro del nostro operato le persone, tutte, senza distinzioni. È un compito arduo e abbiamo bisogno di volontari, che formeremo con corsi. Per quanto riguarda l'attività di ascolto, che è quella principale, a Lanciano il centro non è mai stato chiuso. Ad Ortona sì e ha riaperto lunedì. E sono tante le richieste di aiuto arrivate».
I POVERISono i numeri a far capire la portata del dramma della povertà seguita al Covid. «Nel 2020 sono state aiutate dalla Caritas 3.000 persone in più rispetto al 2019», dicono i coniugi, «e sono stati erogati aiuti, grazie ai fondi dell’8 per 1000, per 220mila euro tra beni di prima necessità, ma soprattutto affitti, bollette, Dad, aiuti alle attività commerciali. E tra tante difficoltà e sofferenza abbiamo però vissuto anche momenti di grande solidarietà, con persone anonime che hanno donato 20mila euro, utilizzate per aiutare le famiglie». «Siamo arrivati a sostenere 5mila persone», aggiunge l’arcivescovo Cipollone, «circa 3.200 a Lanciano e 1.800 ad Ortona. Sono numeriche che indicano l’emergenza che viviamo». Persone aiutate ma prima di tutto ascoltate. «Solo con l'ascolto si possono capire bisogni e problemi», riprende l’arcivescovo, «e la Caritas fa sia incontri di persona, che telefonici (sono 800 gli ascolti telefonici del 2020, ndc). E gli aiuti sono diversi, non più “soltanto” il cibo, ma ci sono emergenze legate al lavoro, che manca o che è stato perso, alla casa con affitti e bollette da pagare, sfratti. Facciamo il possibile anche nell'accoglienza. A breve potremmo contare anche sul Chiostro della Provvidenza a Sant'Agostino, i cui lavori erano stati bloccati dalla Soprintendenza per il ritrovo di alcuni reperti, ma che ora sono in dirittura di arrivo almeno in una parte dello stabile. E ci sono altri problemi emersi con il Covid, ad esempio legati alla Dad, con pc e connessioni che hanno costi, (la Caritas nel 2020 ha donato 25 pc a famiglie in difficoltà); richieste di aiuto per pagare prestazioni sanitarie, come ad esempio il dentista, l'aiuto scolastico dopo un periodo in cui era stato sospeso e si cercano badanti h24, ma non sono facili da trovare».
RIFERIMENTICentro di Ascolto di Lanciano, via Santa Maria Maggiore 1, tel.: 0872.716345 - 345.8837535; Centro di Ascolto di Ortona, largo Riccardi, tel.: 085.9065614 - 345.8837535.
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