In 7 firmano il patto anti tangenti
Si chiama codice etico, gli aspiranti sindaco sottoscrivono la carta dell’associazione Avviso Pubblico
CHIETI. Contrastare il conflitto di interessi, clientelismo, pressioni indebite. Collaborare con l’autorità giudiziaria in caso di indagini con l’ obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati come quelli legati a mafia e corruzione. Sono solo alcuni dei punti contemplati dalla Carta di Avviso pubblico, ovvero del Codice etico per la buona politica, sottoscritti dai candidati sindaci in corsa per le elezioni amministrative in agenda il 31 maggio. All’incontro di ieri mattina nella sala consiliare della Provincia mancava solo Antonello D’Aloisio, candidato primo cittadino delle liste «Noi con Salvini» e «Partito Liberale Italiano». Gli altri 7 aspiranti allo scranno più alto del Comune hanno risposto alle domande, 16 in tutto, estrapolate dal Codici etico elaborato da un gruppo di esperti: politologi, giuristi, funzionari pubblici, rappresentanti di associazioni e amministratori che aderiscono all’associazione Avviso Pubblico in collaborazione con Libera contro le mafie. Ciascuno di loro ha estratto a sorte un numero corrispondente a un argomento specifico. L’ultima domanda, inerente alla «realizzazione dell’anagrafe patrimoniale del Comune» hanno invece risposto tutti, tranne Umberto Di Primio, candidato sindaco del centrodestra, che ha lasciato per primo l’aula e firmato per primo il documento. Per Ottavio Argenio (Movimento 5 Stelle) «sì alla trasparenza, ma tutelando la privacy del singolo». Per Roberto Di Monte (Rinnoviamo Chieti): «Nessuna riservatezza», per Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale): «Massima trasparenza, principio che va oltre l’onesta». Sulla stessa frequenza d’onda Luigi Febo, candidato del centrosinistra: «Trasparenza in campagna elettorale e durante tutto il mandato amministreativo». Anche Donato Marcotullio (IdeAbruzzo) punta sulla trasparenza incondizionata». Per Enrico Raimondi (L’Altra Chieti): «Trasparenza, non tanto su quello che si possiede prima, quanto su eventuali incrementi di reddito durante il mandato politico». A moderare l’incontro Giuliano Palagi di Avviso Pubblico.

