«In Abruzzo lavorano oltre 76mila irregolari»

12 Maggio 2022

CHIETI. Quasi ottomila imprese riconducibili a mestieri sotto pressione per concorrenza sleale dell'abusivismo nelle province di Chieti e L’Aquila. Di queste, circa 6.500 sono attività artigiane....

CHIETI. Quasi ottomila imprese riconducibili a mestieri sotto pressione per concorrenza sleale dell'abusivismo nelle province di Chieti e L’Aquila. Di queste, circa 6.500 sono attività artigiane. Decine di migliaia i “fantasmi” che si aggirano sul territorio, ben 76mila se si considera l’intero Abruzzo: sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, mondo parallelo che vale decine di milioni di euro. Un mondo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato. Questi i dati elaborati dal Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila, in occasione del lancio della campagna dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”, promossa dalla Confederazione nazionale. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.
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