“In aula si vota la nuova strada”: ma è un errore tra uffici

LANCIANO. È un banale errore tra uffici a far finire in consiglio comunale la discussione sul raddoppio della strada per l’entrata nella scuola primaria e nido di Marcianese. “Realizzazione strada...
LANCIANO. È un banale errore tra uffici a far finire in consiglio comunale la discussione sul raddoppio della strada per l’entrata nella scuola primaria e nido di Marcianese. “Realizzazione strada in località Marcianese, approvazione progetto esecutivo/definitivo e contestuale apposizione del regime vincolistico espropriativo”: questo il punto all’ordine del giorno che poi è stato ritirato visto che il progetto e gli atti devono ancora andare in commissione. Insomma per i genitori che speravano nel regalo natalizio di vedere, dopo oltre 4 anni di attesa dalla presentazione del progetto, almeno la chiusura degli atti per fare la via sono rimasti delusi.
«Questa strada non s’ha da fare», dicono alcuni papà, «e a scuola continua ad esserci il caos traffico. Il Comune aveva detto che ci sarebbero stati controlli da parte dei vigili, o di un ausiliario del traffico dell’Anxam nelle ore di ingresso e uscita da scuola, ma non li abbiamo visti. Anzi, i vigili sono stati chiamati anche per problemi nell’altra strada, quella dell’infanzia di Marcianese, perché alcuni incivili entrano contromano, dalla variante, ma invano. Restano i problemi, visto che rimane un’unica via di accesso e uscita alla scuola».
Proteste dei genitori, scarsa sicurezza per i circa 250 alunni ma anche proteste dei residenti che si trovano ingabbiati nelle loro case. Finora a bloccare il progetto sono stati i ricorsi al Tar e poi al Consiglio di Stato di alcuni proprietari dei terreni del comparto dove deve passare la via, ricorsi respinti che hanno dato ragione al Comune che in estate ha scritto loro per avvisarli dell’avvio dei vincoli espropriativi. «Dobbiamo andare prima in commissione», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «per esaminare il progetto, le osservazioni arrivate dai proprietari, poi in consiglio». (t.d.r.)
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