In auto 71 chili di droga, corrieri condannati

Pene pesanti per un albanese e una siciliana: i pacchi di marijuana avrebbero fruttato 700mila euro
CHIETI. Trasportavano 71 chili e mezzo di marijuana. La droga era suddivisa in 13 pacchi e sarebbe servita per confezionare 314.773 dosi. Valore sul mercato: dai 500mila ai 700mila euro.
Ma nella mattina del 17 novembre scorso, l’auto imbottita di droga, una Ford Kuga, che correva lungo l’autostrada A14, si è dovuta fermare all’Alt della polizia stradale, i cui agenti non ci hanno messo molto ha scoprire il carico di droga.
L’auto ha imboccato l’autostrada a Cerignola ed è stata fermata nel territorio di Francavilla al Mare, tra i caselli autostradali Pescara sud e Pescara ovest. Si è scoperto poi che i corrieri erano partiti da Milano, dove avevano affittato la Ford Kuga, si erano messi in viaggio alla volta della Puglia e al momento del fermo della polizia stavano tornando in Lombardia.
Ieri mattina i due sono comparsi davanti ai giudici del tribunale teatino. Il trentasettenne albanese Ariol Seni (presente in Italia come turista) difeso da Melania Navelli, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi, più 30mila euro di multa. La ventunenne Lisa Corasaniti, catanese trapiantata nel Milanese, è stata condannata a 2 anni e 6 mesi, più una multa di 10mila euro. Le condanne sono state emesse dal giudice Isabella Maria Allieri, al termine del processo che è stato celebrato con rito abbreviato.
Gli agenti della polizia stradale della sottosezione di Pescara nord hanno riferito di aver notato la Ford Kuga, guidata dall’albanese, perché procedeva in maniera irregolare. L’auto andava in direzione nord, essendo diretta a Milano. Una volta fermata, i poliziotti hanno notato subito qualcosa di strano: i vetri posteriori del veicolo erano oscurati e sul sedile di dietro si intravedeva un telo. È bastato sollevarlo per scoprire che il sedile posteriore era stato ribaltato per posizionare i 13 pacchi di marijuana, di varie dimensioni, avvolti nella plastica.
L’uomo, che ha precedenti per droga, non ha detto neppure una parola alla polizia, mentre la ventunenne, incensurata, si è giustificata dicendo di non sapere niente del contenuto di quei pacchi. Entrambi risultavano disoccupati. (a.i.)
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