In azione contro il Covid, medaglia per l’infermiere

Il ministro della Difesa premia il teatino Peca, luogotenente della Marina All’inizio dell’emergenza ha soccorso gli anziani contagiati in una casa di riposo
CHIETI. «Ha operato in un contesto caratterizzato da elevatissimo rischio biologico, mettendo in luce assoluta dedizione e professionalità». È questa la motivazione alla base della medaglia d’argento concessa dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini all’infermiere teatino Pietro Peca, luogotenente della Marina militare. All’inizio dell’emergenza coronavirus, il 19 marzo del 2020, quando il Covid era ancora una malattia quasi sconosciuta in arrivo dalla Cina, Peca, 48 anni, 29 passati alla Marina, ha lavorato in prima linea in una casa di riposo di Cingoli, nelle Marche.
Così dice il ministro: Peca è stato «splendido esempio di sottufficiale, che con il suo operato ha dato lustro alla Difesa e alla Marina».
Un medico della rsa Beata Angelina era appena morto per Covid, positivi gli infermieri, contagiati 38 anziani ospiti su 36. Al sindaco del paese, Michele Vittori, non era rimasto che appellarsi alla Marina per sventare una tragedia. E la Marina ha risposto con uno staff di due medici e 4 infermieri. E Peca è uno di quelli che non si è tirato indietro: in corsia per 10 ore al giorno con tuta speciale e una maschera sul viso per lottare contro un nemico invisibile. «Peca», dice ancora la motivazione della medaglia d’argento al merito di Marina, «ha svolto i compiti assegnati con grande perizia, anteponendo gli interessi della collettività anche a scapito dell'incolumità personale e contribuendo in modo determinante alla guarigione degli ospiti della struttura». Insieme a lui, ora in servizio al Centro di selezione di Ancona dopo un girovagare in mezza Italia, hanno operato il tenente di vascello Carlo Mondelli, medico, il sottotenente di vascello Vincenzo Susca, gli infermieri primi marescialli Rocco Ricchetti, Alessandro Barile e Lorenzo Ciammaichella. Nessuno di loro si sente un eroe, tutti in azione con lo stesso spirito di servizio di cui parla il dottor Mondelli in un servizio pubblicato sul sito della Marina militare: «Nel nostro lavoro», queste le parole del medico per descrivere i giorni d’impegno nella casa di riposo, «le migliori soddisfazioni sono, in realtà, quelle che quotidianamente ci forniscono le persone che assistiamo, i loro sguardi indifesi, i loro ringraziamenti, i piccoli gesti. Vederli sorridere, parlare e addirittura camminare riempie il cuore di gioia, durante la nostra permanenza a Cingoli, è stata garantita anche una continua azione di informazione telefonica a favore dei parenti degli ospiti della struttura riguardo le condizioni cliniche di questi ultimi, anche per questo continuano a ringraziarci per il lavoro che quotidianamente svolgiamo».
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