«In bici sulle corsie dei bus così si abbatte il traffico»
LANCIANO. Inserire la bicicletta tra i veicoli autorizzati a transitare sulla corsia preferenziale dei bus di via De Crecchio. È la richiesta inoltrata al sindaco Mario Pupillo, all’assessore a...
LANCIANO. Inserire la bicicletta tra i veicoli autorizzati a transitare sulla corsia preferenziale dei bus di via De Crecchio. È la richiesta inoltrata al sindaco Mario Pupillo, all’assessore a mobilità e traffico Patrizia Bomba e al comandante della polizia municipale Guglielmo Levante, da Raffaele Angelucci, referente locale della Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab), che nei giorni scorsi è stato multato di 80 euro proprio per aver impegnato con la sua due ruote la corsia riservata agli autobus. «A norma di codice sono stato multato, dopo essere stato rintracciato nel mio negozio, in un momento non contestuale all’infrazione», precisa Angelucci senza nascondere un certo disappunto, «ho confermato agli agenti di aver percorso quell’itinerario e di farlo spesso per motivi di lavoro e per consegne di merci. Utilizzo prudentemente la corsia, consapevole della minore visibilità di una bicicletta rispetto all’autobus e della non confermata autorizzazione per l’uso dei velocipedi. Ma ho motivato la mia scelta perché la corsia di via Luigi De Crecchio, in assenza di congestione di autobus (praticamente quasi sempre), rappresenta un itinerario molto più sicuro e protetto per il ciclista rispetto alle alternative viarie prossimali». A sostegno della richiesta di modifica e integrazione della segnaletica, per il referente Fiab ci sono «la bassa frequentazione di autobus del servizio urbano e la lunghezza non eccessiva della corsia, strategica nell’attraversamento del centro città; il nulla osta che mi risulta abbia già dato, all’assessore precedente, il gestore del servizio Di Fonzo; la naturale disincentivazione alla percorrenza che qualunque ciclista troverebbe nel caso di congestione da autobus (come le ore di punta del trasporto scolastico); le numerose vie di fuga che consentono ad una bici di lasciare precedenza ad un eventuale autobus. Servirebbero ben altre revisioni delle strade urbane per andare incontro alle esigenze di una mobilità alternativa all’auto privata», conclude Angelucci, «tuttavia rappresenterebbe un primo segnale di attenzione, di supporto e di direzione rispetto all’idea, finora espressa solo a parole, di promuovere la mobilità sostenibile in città». (s.so.)

