In centinaia per Fabrizio «Addio all’amico di tutti»

Vasto, chiesa gremita per i funerali dell’imprenditore morto nello schianto sull’A14 Lascia moglie e figlio di 8 anni. Amici e colleghi: era un buono, non portava rancore
VASTO . La parrocchia di Santa Maria del Sabato Santo è gremita. In centinaia vogliono salutare per l’ultima volta Fabrizio Belfiglio, 41 anni, morto giovedì sera in un incidente stradale sulla A14. Belfiglio, dipendente Pilkington (lavorava nel reparto Accoppiati) e titolare di una ditta che realizzava teche e terrari, era un uomo che tutti amavano e rispettavano. «Una persona buona», lo definisce il parroco di Santa Maria del Sabato Santo, don Antonio Totaro. «Terribile e dolorosa la sua morte», aggiunge il sacerdote. In tanti si stringono alla moglie Mariangela e al figlio di 8 anni Romeo, rimasti senza il loro punto di riferimento. Distrutti i genitori, il fratello Fabio e la cognata Daria. La salma arriva dall’obitorio del cimitero di Fossacesia accompagnata dal suono mesto delle campane. Sulla bara tantissimi fiori rossi e bianchi, i colori che Fabrizio amava. Tanti, in lacrime, riempiono il piazzale antistante la chiesa distrutti dal dolore per una morte tragica e inaspettata. Belfiglio era ben voluto da tutti quelli che lo conoscevano. Gli amici, i colleghi della Pilkington e i clienti della Ashuafarma, la sua azienda di teche e terrari, parlano di un uomo con il quale era impossibile avere una discussione, incapace di portare rancore e attaccatissimo alla famiglia. Tantissimi gli ex compagni di gioventù presenti al rito funebre. Lo ricordano ai tempi in cui Fabrizio faceva parte dell’Azione Cattolica della chiesa di San Michele a Vasto, prima del trasferimento a San Salvo. Tanti anche i colleghi della Pilkington, si stringono in preghiera accanto al feretro. «Fabrizio aveva amici in tutta Italia. Ovunque si recava per lavoro lasciava un buon ricordo. In Friuli, nelle Marche, in Veneto, a Taranto ma anche in Germania, a Colonia», racconta un conoscente.
Durante l’omelia il celebrante non pronuncia frasi fatte, ma leggendo il dolore sul volto dei familiari di Fabrizio cerca di rendere meno doloroso il distacco. Don Antonio rivolge parole di conforto per Mariangela e il piccolo Romeo. Al termine della funzione religiosa e della benedizione, la bara viene trasferita dall’impresa Martelli di Fossacesia in una cella frigorifera. Martedì il feretro sarà portato a San Benedetto del Tronto per la cremazione com’era desiderio di Fabrizio. E da tutta Italia continuano ad arrivare messaggi di cordoglio sulla pagina Facebook di Bellfiglio «Oggi in fiera avrei riso con te, ricordato i negozi allestiti insieme. Fatico a credere che non ci sei più. Non riuscirò mai ad adattarmi agli ordini della vita, ciao Fabri», è l’addio di una collega. «La settimana scorsa mi raccontavi delle tue vacanze con la famiglia. Sempre sorridente e positivo. Ci mancherai», lo saluta Francesco da Taranto. (p.c.)
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