In città 200 casi, sesta vittima nella Rsa

Crescono i contagi, appello del sindaco: indossate la mascherina, evitate di uscire. Deceduta un’altra anziana dell’Antoniano
LANCIANO. Dolore su dolore all’istituto antoniano e in città. Non ce l’ha fatta R.C., anziana di 90 anni spirata all’ospedale di Chieti dove era stata ricoverata a causa delle complicanze del Covid-19. È il sesto decesso nella residenza anziani in una settimana. E ad aggravare la situazione anche il numero dei contagi che in città ora tocca quota 200. Un numero esorbitante se confrontato con la prima ondata quando, in tre mesi, ci sono stati 89 casi e 9 decessi.
«Ci è giunta purtroppo la notizia che una nostra ospite è morta all’ospedale di Chieti», dice commosso Evandro Tascione, direttore sanitario dell’Antoniano, «per le complicanze di patologie di cui soffriva aggravate dal Covid. Ai familiari vanno le condoglianze di tutto l’Istituto. Per quanto riguarda gli altri anziani, la situazione è stazionaria: c’è una paziente in condizioni più serie. Lunedì, la Asl verrà di nuovo a fare i tamponi a tutti gli ospiti e al personale che è all’interno della struttura». Nell’Antoniano sono ora 93 i casi positivi tra ospiti e personale, mentre sei i decessi avvenuti in una settimana: tre uomini – padre Giovanni, 97enne, N.C. di 96 anni e M.F. di 95 anni – e tre donne, R.C. di 90 anni, B.R.M., una nonnina di 100 anni, e G.P. di 90 anni. Tutti “nonnetti”, come vengono chiamati affettuosamente nella struttura, che avevano patologie pregresse, aggravate dal Covid. «Sono addolorato per la perdita di un’altra nostra concittadina», commenta il sindaco Mario Pupillo, «un’altra nonna che ci lascia (Lanciano conta 14 vittime dall’inizio della pandemia) portando con sé ricordi, memorie, storie. Esprimo alla famiglia della nonna le mie più sentite condoglianze. Sono poi preoccupato», aggiunge il sindaco, «per l’aumento dei contagi. Compreso l’Antoniano abbiamo toccato ieri i 200 casi positivi attivi in città. Un numero elevato di per sé e notevole se confrontato poi con la prima ondata. Il virus oggi è molto più diffuso, ma abbiamo anche molti più casi asintomatici o con problemi lievi. Sono molti i giovani ed è un dato che non vorrei leggere. Giovani che senza rispetto e senso civico vanno a giocare a calcetto in un parco per bimbi disabili, girano in auto da positivi: così non va». E l’età media dei contagiati, nonostante i tanti anziani dell’Antoniano, è comunque più bassa della prima ondata: sui 42 anni. «La più piccola contagiata oggi ha 10 mesi», chiude Pupillo, «la più anziana 103 anni ed è dell’Antoniano. Raccomando ancora di più l’utilizzo delle mascherine, il distanziamento fisico tra le persone e l’igiene delle mani. Dobbiamo poi limitare i nostri spostamenti. Sono sforzi minimi rispetto ai sacrifici che medici, infermieri e personale sanitario affrontano negli ospedali». (cr.la.)

