In città 30 dipinti barocchi «Chieti torna protagonista»

L’iniziativa a Palazzo de’ Mayo: le opere saranno in esposizione fino al 9 gennaio La presidente Paliotto: «Così arricchiamo la nostra comunità con arte e bellezza»
CHIETI. Trenta dipinti del periodo barocco in esposizione da ieri fino al 9 gennaio a Palazzo de’ Mayo. È il “Vento Barocco” che spira lungo le sale della sede teatina della Fondazione Banco di Napoli presieduta da Rossella Paliotto. È stata proprio la presidente, insieme al vice Vincenzo Di Baldassarre, a presentare la nuova mostra portata in città, a cura di don Gianni Citro e della Fondazione meeting del Mare Crea (Cultura Religioni e Arte), alla presenza del sindaco Diego Ferrara e del vice Paolo De Cesare.
«Portiamo in questo splendido palazzo barocco una mostra sul barocco», ha detto Paliotto, «e cerchiamo di arricchire le nostre comunità con la cultura, l’arte e la bellezza. Il progetto di questo allestimento nasce all’interno di un programma strutturale della nostra Fondazione che non vuole solo conservare la memoria, ma contribuire a crearla, sostenendo e organizzando mostre e attività culturali che siano in grado di lasciare il segno sui territori in cui vengono realizzate. La mostra rappresenta proprio una di queste produzioni espositive capaci, per ricchezza e qualità, di fare la differenza sul territorio abruzzese».
Di Baldassarre ha invece collocato la mostra all’interno di un contesto territoriale più ampio: «La proposta teatina si pone all’interno di un’offerta culturale metropolitana di recente arricchita dall’iniziativa Imago Museum della Fondazione Pescarabruzzo e dall’apertura del Museo dell’Ottocento di rilevanza internazionale, frutto della ricerca della Fondazione Di Persio-Pallotta. La mostra Vento Barocco si pone quindi quale elemento complementare e temporaneo di questo attraente contesto espresso nell’area Chieti-Pescara».
«Il vento è energia invisibile», ha spiegato don Citro, «che tuttavia genera fenomeni di impressionante e spettacolare entità, fino a sconvolgere l’assetto delle cose e a costruire nuove forme. Il Barocco è una stagione dell’arte e dello spirito che si comporta esattamente così: è lo spostamento il tratto dominante della cultura estetica barocca, il trambusto vorticoso di figure e gesti. La tela blocca momenti epici e fatali di intensa gioia e di incontenibile dolore. È il vento dello spirito che attraversa i corpi e genera forme. Di qui il titolo della mostra: “Vento Barocco. La forma dell’invisibile”».
Ad aprire l'esposizione ci sono due dipinti che don Gianni definisce «sentinelle» dell’intero allestimento. Il Davide con la testa di Golia in mano – immagine di copertina dell’intera mostra – del pittore romano Giacomo Farelli, lo stesso che ha dipinto una pala nella vicina chiesa di San Domenico al Corso; e il San Giovanni Battista di Andrea Vaccaro.
Si susseguono poi tele arrivate da tutta Italia, per lo più da collezioni private: l’allestimento spazia dalla Napoli di Sellitto, Vaccaro, Stanzione, Giordano, Solimena alla Roma di Manfredi, Gramatica, Farelli e Maratta; dalla Toscana di Vanni e Marinari al Veneto di Carpioni, Lot, Liberi, Zanchi fino ai nordici di Francia come Le Brun e Vouet e ai Fiamminghi De Haen e van Honthorst. Ogni stanza è una sorpresa, lo spettatore viene condotto lungo quello che il curatore ha definito come un «potente percorso di bellezza», scoprendo, tela dopo tela, lo stretto connubio tra etica ed estetica celato dall’arte barocca.
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