In città il 25 aprile si festeggia con il corteo degli studenti / VIDEO + FOTOGALLERY

La manifestazione studentesca ha animato per la prima volta la Festa della Liberazione teatina
CHIETI. Una manifestazione organizzata dall'Unione degli studenti medi e superiori, alla quale ha dato la propria adesione l'Anpi, ha animato oggi la celebrazione del 25 aprile a Chieti. Gli studenti, una cinquantina, si sono ritrovati in piazza Malta da dove poi si sono mossi sfilando lungo corso Marrucino dove, applauditi dai cittadini che partecipano alle iniziative della giornata, hanno fatto una breve sosta in largo Martiri della Libertà, dove si teneva il reading da "La resistenza taciuta. Le donne raccontano" di Maria Saveria Borrelli, a cura del Club Unesco Chieti, per poi proseguire in direzione della Villa comunale.
Il corteo, aperto dallo striscione con la scritta "Il vento fischia ancora" ha cantato "Bella Ciao" e gridato slogan come "Oggi Chieti è antifascista" e "Scendi giù scendi giù e protesta pure tu" .
Sempre a Chieti mattinata in largo Martiri della Libertà, appuntamento con :"Le voci degli antifascisti per la libertà del popolo italiano - Lettere dei condannati a morte della Resistenza" a cura dell'associazione Voci di dentro e della Scuola di recitazione del Teatro Marrucino. Alle 17.30 nel foyer del Teatro Marrucino, presentazione del libro del professor Gianni Orecchioni "Albergo Vittoria", modera la giornalista Maria Rosaria La Morgia a cura della Libreria De Luca, alle 19.30 sempre al Marrucino, Cineforum a cura di Anpi e Slow Food Chieti.
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Secondo il sindaco di Chieti Diego Ferrara (Pd), "il problema secondo me non è il governo di destra, è che c'è un numero notevole di italiani che non ancora fanno i conti con il fascismo, non ancora ritengono appropriata la definizione e l'opera della Resistenza, ritengono che il 25 aprile sia una ricorrenza dei cosiddetti vincitori mentre invece la Resistenza ci ha liberato dagli errori e dagli orrori del fascismo ed è ricordata dalla storia come una liberazione, non dai vincitori, cioè si fa ancora un uso letterale ma distorto della parola partigiani".
Ferrara ha poi sottolineato che con l'invecchiamento della popolazione e la scomparsa man mano dei diretti testimoni di quegli anni il ricordo deve essere dettato dalla conoscenza e dalla cultura: "Secondo me - ha detto ancora Ferrara - non bastano più queste iniziative istituzionali seppur lodevoli e importanti, non bastano più il marmo delle lapidi e i discorsi delle celebrazioni, ma occorre che si amplifichi la politica della cultura, e che la Resistenza e quegli anni terribili vengano rivisitati e portati a conoscenza delle giovani generazioni dal cinema, dal teatro, dalla letteratura, da tutte le manifestazioni culturali possibili, perché i giovani queste manifestazioni le possono vedere un po' anche come fastidio perché calate dall'alto. Quindi occorre che il patrimonio culturale della nostra storia torni a essere fecondo per le nuove generazioni".

