In città solo un’ambulanza di notte La seconda spostata a Francavilla

17 Maggio 2024

Il provvedimento già in vigore: c’è un unico equipaggio per un bacino di circa 77mila abitanti La decisione dopo le dimissioni di nove medici del 118. E adesso si accende lo scontro politico

CHIETI. A Chieti, da ieri e fino a nuova disposizione, resterà in servizio una sola ambulanza dalle nove di sera alle sette del mattino. Il secondo mezzo di soccorso, infatti, è stato spostato a Francavilla al Mare per coprire il turno di notte. La decisione della Asl Lanciano Vasto Chieti è destinata a creare forte preoccupazione in città e, nel contempo, ad accendere lo scontro politico.
Un unico equipaggio del 118 – composto da autista, medico e infermiere – dovrà dunque occuparsi di intervenire non solo nel capoluogo teatino, ma anche nei centri vicini, vale a dire Bucchianico, Casalincontrada, Ripa Teatina, Villamagna e San Giovanni Teatino. Tanto per rendere l’idea, parliamo di un bacino di circa 77.000 abitanti. L’altra ambulanza, quella con a bordo autista e infermiere, è stata invece dirottata nella cittadina adriatica per la fascia oraria 21-7.
«Tutto questo», attacca Serena Pompilio, capogruppo in consiglio comunale di Azione politica, «è avvenuto nel silenzio del sindaco di Chieti Diego Ferrara. Poco conta la rappresentanza teatina nel Comitato ristretto dei sindaci visto che, a seguito delle lamentele francavillesi sulla carenza di medici convenzionati, il problema si risolve non potenziando il servizio, ovvero aggiungendo un’ambulanza, bensì togliendola alla nostra città. Chieti, con un bacino immenso, è l’unico capoluogo di provincia con un solo mezzo di soccorso sanitario a disposizione: questa è la considerazione che ai tavoli di lavoro si riserva a un’intera città per compensare altrui lacune».
E ancora: «Ciò che stupisce è che, il 3 maggio, il già citato Comitato, presieduto da Ferrara, ha approvato la proposta della Asl in danno della nostra Chieti. Quello che ferisce è la mancata attenzione del sindaco, medico di base per anni, al servizio cittadino sanitario. Se ci sarà un’emergenza, in città chi interverrà? E con quale supporto? Si intervenga immediatamente, visto che già da stasera (ieri per chi legge, ndr) siamo sprovvisti di unità di servizio essenziali».
Due settimane fa, la Asl aveva lanciato l’allarme parlando di «forte criticità» creatasi dopo le dimissioni di nove medici del 118, sei dei quali vincitori di concorso da dirigente di pronto soccorso. «Siamo riusciti finora a mantenere attive tutte le dieci postazioni di 118 medicalizzate della provincia facendo ricorso anche a prestazioni aggiuntive», aveva spiegato il direttore generale Thomas Schael, «ma con l’abbandono dei vincitori di concorso non abbiamo più i numeri per coprire i turni. Siamo costretti a rivedere la nostra organizzazione, senza venir meno», aveva assicurato il manager, «ai criteri di efficienza ed efficacia».
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