In consiglio scoppia la lite sulle raccomandazioni

26 Maggio 2020

Sotto accusa la gestione della Teateservizi e le mancate riscossioni di tasse e multe Il sindaco si scaglia contro il centrosinistra, Febo: «Se ha le carte, vada in Procura»

CHIETI . Lite sulle «raccomandazioni» alla Teateservizi durante il consiglio comunale via internet di ieri. Uno scambio di un minuto tra il sindaco Umberto Di Primio (Fratelli d’Italia) e il consigliere di opposizione Luigi Febo che adesso potrebbe riservare uno strascico giudiziario: il verbale della seduta potrebbe arrivare in Procura.
La riunione dedicata al bilancio di previsione e ai conti del Comune, messi a rischio da un buco di 31 milioni per tasse e multe mai riscosse, si accende improvvisamente dopo due ore di dibattito. Febo, lista civica Chieti per Chieti, prende la parola, tratteggia l’immagine di un’amministrazione allo sbando e lancia la sua accusa: «I risultati sono sotto gli occhi di tutti e se Teateservizi ha delle problematiche non è certo imputabile al consiglio comunale», così dice il consigliere scaricando la responsabilità delle scarse entrate sul sindaco che ha scelto i vertici della partecipata. Di Primio risponde all’istante e dice testualmente: «No, alle raccomandazioni che avete fatto voi infatti». Una frase che, detta dal sindaco durante un consiglio comunale, assume il peso di un macigno. Sia l’intervento di Febo che quello di Di Primio sono registrati e finiscono annotati nel verbale della seduta. «Se il sindaco, che è un esperto perché fa anche l’avvocato, ha notizie che io ho raccomandato qualcuno alla Teateservizi allora facesse un esposto alla Procura», risponde Febo. Di Primio riprende la parola e cita una persona senza dire altro: «Chiamerò Luciano I. a testimoniare», dice al microfono. E Febo continua: «Se ha della documentazione, lei la prenda e vada in Procura». Ormai è scontro aperto tra i due: «Ma quanto deve parlare ancora?», chiede Di Primio al presidente del consiglio Liberato Aceto, «sta a fare i comizietti, parla di tutto meno che del bilancio». «Se dà fastidio non parlo più», risponde Febo. E il siparietto finisce qui.
Sul bilancio, vince Di Primio nonostante la protesta e la mancata partecipazione dei 4 consiglieri di Forza Italia mentre l’opposizione si sfalda: finisce 15 a 9 con Bruno Di Paolo di Giustizia Sociale, ormai sempre più vicino alla coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni, che si dichiara «presente ma non votante».
Il voto di ieri sancisce che il sindaco ha ancora una maggioranza nonostante la linea di Forza Italia e la polemica sempre aperta con Mauro Febbo, assessore regionale e capo politico del partito in città: anche senza le mani alzate di Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale e Maurizio Costa, il sindaco blinda l’approvazione del bilancio e si avvia agli ultimi mesi della proroga del mandato. Mesi che, nei piani di Di Primio, dovrebbero rivelarsi decisivi per la partenza di una stagione di grandi opere in città: la nuova piazza San Giustino, la riqualificazione della scala mobile e il raddoppio dei parcheggi al terminal bus. Se gli appalti si inceppassero adesso, la prossima amministrazione dovrebbe ripartire da zero.
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