In duecento a cena, paga Di Paolo

29 Dicembre 2014

Il candidato sindaco brucia in partenza Febo, Di Primio e gli altri e organizza il primo evento elettorale

CHIETI. «Ci attesteremo intorno al 20% e arriveremo al ballottaggio». Bruno Di Paolo è entusiasta e convinto. E’ già lanciatissimo con la sua “Giustizia sociale” nella campagna elettorale per le comunali del 2015. Sua è la prima cena elettorale cittadina. L’ha fatta al Grande Albergo Abruzzo. «Eravamo in circa 200», dice, «ma più che una cena elettorale è stata una festa di Natale tra amici, con tanto di tombolata finale». Così mentre in casa centrosinistra Luigi Febo ha appena ufficializzato la sua candidatura e nel centrodestra Umberto Di Primio non ha fatto ancora in tempo ad annunciarla pubblicamente (senza parlare delle altre liste che appaiono più in alto mare alla ricerca di candidati sia a sindaco che come consiglieri), Di Paolo, tra convegni e corsi di politica e di inglese, si è portato già un bel pezzo avanti. «Faremo il Polo delle persone per bene», ribadisce, svelando con la parola “polo” che a sostegno della sua candidatura a sindaco non ci sarà solo la sua “Giustizia sociale” ma anche altre liste. Si vociferava ne fossero tre, ma alle elezioni mancano ancora diversi mesi e, si sa, tutto può succedere, sia in rialzo che al ribasso. E d’altronde alle comunali 2015 Di Paolo sembra aver pensato sin da quando, a ottobre 2012, il sindaco Di Primio lo cacciò dalla giunta. Facile adesso che il dente avvelenato gli sia rimasto proprio contro Di Primio, anche se, a onor del vero, se la prende in egual misura sia col centrodestra che con il centrosinistra: «Questi se ne devono andare tutti a casa», attacca, «i partiti tradizionali sono impresentabili, come impresentabili sono i loro candidati sindaci. Non si possono riproporre all’elettorato con i loro ‘faremo’. Hanno avuto occasione di fare e la gente può giudicare da sola cosa hanno davvero fatto. Di Primio è in Comune da 21 anni, non può ripresentarsi ai teatini ancora con le sue promesse. Il tempo per dimostrare lo ha avuto».

Nel “Polo delle persone per bene”, dunque, spazio a volti nuovi e preparati, grazie ai corsi fatti con “Giustizia sociale”. «Nelle mie liste non candiderò consiglieri uscenti, nonostante in diversi me lo abbiamo chiesto, né persone che fanno politica di professione», promette. E se si obietta che proprio lui è stato consigliere regionale e vice sindaco, Di Paolo ribatte che «Io un mestiere ce l’ho e non ho bisogno della politica e, per quanto riguarda il ruolo di vice sindaco, non l’ho svolto per più di due anni e mezzo quando mi hanno cacciato perché avevo proposto il dimezzamento delle indennità comunali, tagli che avevo cercato di fare anche in Regione».