In fila per le analisi sotto la pioggia È scontro sui disagi all’ospedale

8 Novembre 2021

Il M5S attacca la Asl: «Penalizzato un reparto d’eccellenza, così le degenze dei pazienti si allungano» E gli utenti denunciano: «Perse le provette dei nostri esami, costretti a ripetere più volte i controlli»

LANCIANO. Dal sogno di avere una palazzina dedicata all’officina regionale del sangue, con centro trasfusionale e laboratorio analisi all’avanguardia, alla realtà di una patologia clinica, eccellenza dell’ospedale Renzetti, fatta a brandelli. Tempi di attesa che si allungano nella risposta degli esami, provette “sballottate” tra gli ospedali di Lanciano, Chieti, Vasto e Ortona che a volte si perdono: il laboratorio analisi è un’unità depotenziata da complessa a semplice, e privata di molti esami per volere della Asl. «Ormai il laboratorio del Renzetti da unità complessa è una unità senza identità», tuona il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S). «La Asl ha depotenziato un reparto di eccellenza che non ha più una collocazione e neanche referenti visto che pure a Chieti manca il primario. E sono i numeri a far capire la qualità di un laboratorio analisi che ha certificazioni europee da oltre vent’anni, tra i primi dell’azienda: esegue 2.200.000 esami annui a fronte ad esempio dell’ospedale di Vasto con 1.400.000. Una “produzione” alta che ovviamente viene cancellata dalla Asl. Con la riforma dei laboratori voluta da Schael e realizzata da Fulvio Moirano le provette vengono divise tra i vari ospedali per ridurre i costi. Invece questi sono aumentati facendo anche peggiorare la qualità del servizio visto che i tempi di risposta si allungano». Secondo la Asl questa divisione doveva portare un vantaggio economico in termini di riduzione dei costi per il noleggio dei macchinari. «Peccato che invece i costi aumentino tra il trasporto delle provette per chilometri e turn over dei posti letto», fa notare Taglieri. «In ospedale le degenze si allungano anche di 3/4 giorni in attesa delle analisi con costi notevoli aggiuntivi non calcolati. E i tempi di attesa delle risposte sono cresciuti anche per tutti gli utenti esterni – e sono centinaia al giorno – con conseguenze negative ovviamente nelle diagnosi delle patologie e anche nell’incastro ad esempio con altri esami o visite collegate».
Sono diverse le proteste di persone che hanno dovuto rifare il prelievo perché la provetta era stata smarrita. «La prima volta dopo una settimana dal prelievo mi è stato detto che il sangue nella provetta era poco e dovevo ripetere l’esame», racconta un utente, «la seconda volta mi è stato candidamente detto che la provetta si era persa: non si trovava». «Per gli stessi esami che ripeto da anni, i tempi delle risposte dall’avvio di questi spostamenti tra ospedali si sono allungati di dieci giorni», aggiunge un’altra utente lancianese, «bisogna fare i calcoli per fare le analisi tra prenotazioni, tempi di risposta che prima a Lanciano erano velocissimi, e preghiere che le provette non vengano perse». «Può capitare che si perda una provetta in questo trambusto», spiega Taglieri, «dall’accettazione basta un passaggio errato e la provetta sbaglia percorso e si “perde”. Per fortuna sono pochi i casi. Il vero problema di questa pessima riforma è quello dei costi, che non diminuiscono affatto come ipotizzato da Schael ma pesano ancora di più su un bilancio disastroso con 58 milioni di debiti, quello delle risposte che si allungano e quello del depotenziamento di un servizio di eccellenza quale il laboratorio analisi».