In giunta passa il bilancio Ora è scontro in consiglio
Sindaco e assessori approvano il consuntivo dopo la diffida del prefetto Scongiurato per ora l’arrivo di un commissario: resa dei conti fra 20 giorni
CHIETI. Il primo passo per scongiurare l’arrivo di un commissario in Comune è stato compiuto ieri, proprio nel giorno della scadenza dell’ultimatum lanciato dal prefetto Giacomo Barbato: alle 20, la giunta Di Primio ha approvato il bilancio consuntivo. Il sindaco Umberto Di Primio ha messo d’accordo (quasi) tutti gli assessori sui conti del Comune: assenti, ufficialmente per precedenti impegni e non per veti politici, Emilia De Matteo di Forza Italia e Alessandro Bevilacqua della Lega.
Adesso, però, lo scontro si sposta in consiglio comunale ed è qui che il sindaco si ritrova in minoranza: entro 20 giorni, il consiglio dovrà approvare il bilancio altrimenti l’amministrazione cadrà con un anno di anticipo. Le trattative tra Di Primio e i ribelli del centrodestra – i 5 consiglieri di Forza Italia e i due dell’Udc – vanno avanti per ricucire lo strappo provocato da mesi di liti. Ma non è scontato che si trovi l’accordo: l’ultima riunione tra i segretari provinciali dei partiti e il sindaco – assente la Lega – è finita con un’altra fumata nera.
Il prefetto aveva messo il sindaco con le spalle al muro: dire sì al bilancio entro il 19 luglio altrimenti, già da oggi, avrebbe nominato un commissario. «Qualora entro il 19 luglio non pervenga l’assicurazione dell’avvenuta approvazione dello schema di rendiconto da parte della giunta», recita la lettera del prefetto, «in data 20 luglio, si procederà senza ulteriore preavviso alla prevista nomina del commissario ad acta». Una diffida che nessuno ha potuto ignorare.
Adesso, come nel caso del bilancio preventivo approvato il 2 luglio scorso per un voto appena, si riaprono le danze. Dalla parte del sindaco ci sono soltanto 10 consiglieri fedelissimi: Stefania Donatelli e Nicola Rapposelli di Fdi, Marco Di Paolo e Graziano Marino della Lega, Nicoletta Di Biase (Identità Teatina), Franco Di Pasquale (Noi Domani), Clara Ricciardi e Marco Russo dell’Udc e Diego Costantini del gruppo misto. Di Primio è obbligato a tendere una mano ai dissidenti: di fronte si trova 8 ribelli – Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli di Forza Italia, Mario De Lio e Roberto Melideo dell’Udc e il presidente del consiglio Liberato Aceto – e i 14 dell’opposizione. Forza Italia potrebbe rientrare ma dipende da due fattori: un rimpasto di deleghe in giunta visto che non c’è possibilità di estromettere, come richiesto da due mesi, l’assessore di Fdi Carla Di Biase e l’assunzione dei 48 precari storici della Teateservizi, 20 senza selezione e altri 28 tramite avviso pubblico. Anche l’Udc potrebbe garantire appoggio ma soltanto in cambio di certezze sulle tariffe Tari: secondo i consiglieri, appoggiati dal segretario provinciale Andrea Buracchio, i residenti avrebbero pagato più del dovuto.

