In mare le acque di fogna con il gasolio

Emergenza alla foce del Peticcio: la sostituzione della caldaia di un condominio manda in tilt il depuratore Sasi
ORTONA. Il colore nero delle acque alla foce del torrente Peticcio e un insopportabile cattivo odore avevano già fatto scattare il campanello di allarme tra la gente comune. I controlli avviati dalla Capitaneria di porto di Ortona e la Sasi hanno certificato la presenza di un problema che avrebbe potuto tradursi in una vera e propria emergenza, ma che fortunatamente è stato tamponato in tempo. C’è stato uno sversamento fognario in mare nei giorni scorsi ad Ortona, dovuto con ogni probabilità - ma sono in corso ulteriori accertamenti - a una caldaia dismessa in un condominio da cui si è generato il cattivo funzionamento del sistema di depurazione. L’allarme è scattato dalla Sasi che, resasi conto delle anomalie sugli impianti, ha avvisato la Capitaneria di porto. Insieme hanno risalito la linea fognaria e hanno trovato la fonte del grave imprevisto, che arrivava direttamente da un condominio nel centro urbano di Ortona. Qui avveniva un’immissione di idrocarburi (probabilmente gasolio ma bisogna attendere le risultanze delle analisi) nella condotta fognaria che ha mandato in tilt l’impianto di depurazione, causando pertanto uno sversamento di materiale non depurato nello specchio di mare in corrispondenza della foce del Peticcio.
Individuata la causa di questo allarme ambientale, è intervenuta un’autospurgo che ha pompato direttamente dal tombino asservito al condominio, impedendo quindi l’immissione dell’idrocarburo nella fogna. Il problema è stato arginato e si è proceduto alla predisposizione dell’attività di bonifica. Alla foce del torrente sono state sistemate delle panne assorbenti per limitare la dispersione in mare dello sversamento. Il tratto costiero, comunque, è già di per sé oggetto di divieto di balneazione. Infatti l’ordinanza numero 144 emessa dal sindaco Leo Castiglione il 4 giugno scorso, riguardante l’approvazione delle risultanze dei campionamenti e gli adempimenti regionali per la stagione balneare, per ciò che concerne le acque di balneazione della foce del Peticcio presenta un’interdizione per 300 metri a nord e 600 metri a sud della foce stessa «in quanto non adibite alla balneazione e permanentemente vietate» è scritto nel provvedimento. Un elemento in più, questo, che porta ad escludere problemi per la salute pubblica in seguito allo sversamento.
Intanto si attendono i risultati dei prelievi che sono stati compiuti e fatti analizzare dall’Arta: saranno utili a chiarire maggiormente il quadro della situazione. La vicenda è stata seguita anche dal sindaco, il quale venuto a conoscenza dei fatti è rimasto in contatto con la Capitaneria di porto per tutti gli aggiornamenti del caso.
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