In mille vanno alla Caritas 300 nuovi poveri nel 2017

28 Dicembre 2017

In città crescono le persone in difficoltà, assistite sempre più famiglie teatine Per Natale i volontari hanno distribuito seicento buoni pasto da 20 euro

CHIETI. «I nuovi poveri sono italiani che sino a un anno prima stavano bene. E poi è bastato perdere il lavoro, o qualche altro evento traumatico, per finire nel dramma della povertà. Che a Chieti è in aumento, come ci dicono i dati a nostra disposizione». Secondo la psicologa Stefania Menna, coordinatrice dei servizi e del progetti della Caritas, la povertà è in crescita. Secondo i dati del Centro di ascolto e del Centro di distribuzione, rispetto al 2016 la Caritas assiste 300 persone in più. «Nel 2016», dice la Menna, «a Chieti abbiamo dato aiuto a 720 persone, 473 italiani e 247 stranieri. Complessivamente 248 famiglie e 17 persone sole. Nel 2017, invece, abbiamo assistito 1.014 persone, di cui 736 italiani e 278 stranieri. In tutto 354 famiglie e 30 persone sole. Come si vede, è il numero degli italiani quello che è in forte aumento».
La Caritas della diocesi di Chieti Vasto, diretta da don Luca Corazzari, cerca di andare incontro alla povertà e al disagio in città con il proprio Centro di ascolto di via Arcivescovado, con il dormitorio della Casa Mater Populi Teatini, con il Centro di distribuzione pasti e vestiario di via Arniense e con la mensa della parrocchia del Santissimo Crocifisso allo Scalo gestita dal parroco don Gino Marino.
La Casa Mater Populi Teatini è stata riaperta a ottobre scorso dopo un periodo di chiusura dovuto a vicende poco chiare. Attualmente la struttura è stata trasformata in un semplice dormitorio solo femminile ed è gestita dalla Caritas in collaborazione con la fondazione delle Figlie dell’amore di Gesù e Maria di suor Vera D’Agostino. Il dormitorio ha a disposizione 13 posti, attualmente tutti occupati.
Per Natale la Caritas ha distribuito 600 buoni spesa da 20 euro ciascuno. «Quest’anno abbiamo pensato a una semplice tessera prepagata», spiega la coordinatrice, «in questo modo può essere utilizzato in maniera non riconoscibile». La nuova tipologia di povertà ha fatto sì che la Caritas teatina adeguasse anche il proprio modo di fare assistenza. «Proprio perché abbiamo sempre più a che fare con persone che non sono abituate a considerarsi povere, e che quindi fanno più fatica a chiedere aiuto, abbiamo cercato di venire loro incontro in tutti i modi possibili», dice la Menna. «Pensando, ad esempio, a colloqui individuali al di fuori dell’orario di apertura del nostro Centro di ascolto, che va dalle ore 10 alle 12».
La Caritas diocesana, che sta rinnovando il direttivo cercando di aprire il più possibile ai giovani, ha una grande attenzione per l’infanzia e la gioventù. «Cerchiamo di aiutare le famiglie per comprare i libri scolastici», dice la Menna, «ma sono salite anche le richieste dei buoni pasto per la scuola. Nel 2016 erano solo 2 o 3 al mese. Nel 2017 circa 10 ogni mese».