In mostra al Barbella il “tesoro” di Paglione «Le opere più belle»

Nella collezione 101 pezzi da De Chirico a Lopez Garcia Legnini presidente onorario: «Troppi ritardi sulla Bucciante»
CHIETI. «È la mia collezione più prestigiosa. La più bella e la più importante che io abbia messo in piedi». Ottant’anni appena compiuti, il gallerista mecenate Alfredo Paglione ha “re-inaugurato” ufficialmente ieri mattina al museo Costantino Barbella l’esposizione “Arte per immagini. Da De Chirico a Lopez Garcia”, frutto della donazione fatta al Comune di Chieti. Si tratta di 101 opere, per un valore di 2.387.000 euro, esposte al secondo piano del Barbella: da Aligi Sassu, di cui Paglione era cognato e del quale ha seguito da vicino l’opera, a Giorgio De Chirico, da Massimo Campigli a Renato Guttuso, da Giacomo Manzù a Josè Ortega, fino ad Antonio Lopez Garcia («il più grande artista vivente del neorealismo, ricordatevi questo nome», ha sottolineato Paglione), per citare solo alcuni nomi. Le opere erano state date in comodato alla Provincia che le esponeva al Barbella: i problemi dovuti alla riforma delle Province hanno fatto sì che Paglione decidesse di donare la preziosa collezione al Comune. Per questo motivo, più che di “inaugurazione”, quella di ieri è stata definita come “re-inaugurazione”.
Il gallerista abruzzese, che dice di aver vissuto una vita «avventurosa, tumultuosa e fortunata», ha donato alla sua terra circa 2.000 opere d’arte, tra dipinti, sculture, mosaici, ceramiche e oggetti di pregio. La loro valorizzazione e cura è affidata alla “Fondazione Immagine, Arte e Scienza, Chieti” il cui consiglio d’amministrazione è presieduto dal giornalista Luciano Di Tizio e di cui il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, è, insieme allo stesso Paglione, presidente onorario. Per questo motivo ieri mattina al Barbella, Paglione ha voluto con sé Legnini e Di Tizio, oltre che il sindaco Umberto Di Primio. In sala erano presenti anche altri membri della fondazione quali Mario Di Nisio, Luigi Capasso, Elsa Betti, Giampiero Perrotti e Sandro Giandomenico. Per Di Primio è stata l’occasione per lanciare uno dei progetti a lungo accarezzato: fare di palazzo Massangioli un spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea. A 20 metri dal Barbella, palazzo Massangioli potrebbe contribuire a rendere Chieti «punto di riferimento dell’arte contemporanea». Per il sindaco si tratta di «un progetto ambizioso ma non irrealizzabile», che va accomunato alla speranza che «anche palazzo De Mayo possa riaprire le sue porte».
Il progetto è stato accolto con favore anche da Legnini che però non ha potuto fare a meno di lanciare un monito sulla lentezza con cui procedono i lavori per trasformare l’ex caserma Bucciante in “Cittadella della cultura”. Sul progetto, come sull’altra importante iniziativa di recupero della caserma Berardi, Legnini è stato chiaro: «Mi auguro che il progetto della Bucciante possa realizzarsi con rapidità», ha detto, ricordando che le condizioni per la sua realizzazione, di pari passo col progetto per la Berardi, erano state poste ormai già due anni e mezzo fa. «Chieti dispone di queste due grandi caserme», ha continuato, «entrambi i progetti sono muniti di risorse finanziarie spendibili e mi auguro che la loro realizzazione non sia risucchiata dalle lungaggini burocratiche. E qualche segnale di preoccupazione lo abbiamo avuto nei mesi passati e lo abbiamo tuttora. Non è possibile che una città come Chieti sia beneficiata di un patrimonio immobiliare di enorme valore come quello delle due caserme, di risorse finanziarie ragguardevoli, circa 25 milioni di euro, e che siamo ancora ai rimpalli di competenze. È ora di concretizzare i progetti», ha concluso Legnini.

