In paese ora nasce il “plurinegozio” Attività insieme per tagliare i costi

7 Febbraio 2024

SAN VITO CHIETINO. Attività diverse che coesistono e condividono lo stesso locale che però non può superare i 250 metri quadrati di grandezza: è il “plurinegozio”, nuova forma di commercio che...

SAN VITO CHIETINO. Attività diverse che coesistono e condividono lo stesso locale che però non può superare i 250 metri quadrati di grandezza: è il “plurinegozio”, nuova forma di commercio che permette agli esercenti di abbattere le spese di gestione delle attività e ai cittadini di trovare nello stesso negozio di vicinato, anche prodotti diversi: ora questi negozi possono aprire nel Comune di San Vito. L’ente ha infatti approvato in consiglio comunale – con il voto favorevole della maggioranza di “San Vito Bene Comune” mentre la minoranza si è astenuta- il regolamento comunale “Plurinegozio”, che stabilisce i criteri per il riconoscimento della qualifica di “Plurinegozio”. «È lo stesso principio del co-working applicato al commercio», spiega l'assessore al turismo e al commercio Rosalinda Flamminio, «ossia della coesistenza regolamentata di più attività produttive aperte al pubblico operanti nello stesso locale adeguatamente adibito allo scopo. Sono spazi in cui possono coesistere la vendita e somministrazione di alimenti e bevande (pubblici esercizi), o attività artigianali e di servizi. Magari in uno stesso locale il cliente trova pasticceria e oggettistica, alimentari e forno».
Ma i plurinegozi devono avere dei requisiti ben precisi: possono essere al massimo 250 metri quadrati, devono aver una destinazione d’uso produttiva/commerciale, devono ovviamente rispettare tutte le normative in materia di igiene, sicurezza e ambiente, avere le autorizzazioni del Suap e della Asl e gli spazi delle attività devono essere adeguatamente organizzati e segnalati. Promotori dell’iniziativa potranno essere indifferentemente il proprietario del locale che ospita le attività o un suo affittuario; quest’ultimo potrà sub-affittare a terzi, per le attività complementari costituenti il plurinegozio, se debitamente autorizzato dal proprietario del locale con cui ha contratto l’affitto principale.
«Questi negozi seguono la richiesta di avere più servizi sul territorio, conseguenza della presenza negli ultimi anni di tanti turisti», riprende Flamminio. «Turisti che hanno portato ad un aumento di attività ricettive nel Comune, all’apertura di molti ristoranti, bar e affini. Va benissimo, ma c’è bisogno di ampliare e diversificare l'offerta commerciale sul territorio, oltre che aiutare gli esercenti nel rilancio del settore, abbattendo ad esempio i costi di gestione dei locali: i plurinegozi possono essere la risposta giusta». (t.d.r.)
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