In piazza la protesta dei malati: no al trasferimento della dialisi

15 Ottobre 2023

Pazienti della Nefrologia, associazioni e politici del centrosinistra si schierano contro la Asl «Stop allo spostamento del reparto da Lanciano ad Atessa, siamo persone e non pacchi postali»

LANCIANO. «La dialisi non deve essere spostata da Lanciano». È Antonietta, trapiantata in cura nel reparto di Nefrologia-Dialisi dell’ospedale Renzetti a dire il suo “no” al trasferimento all’ospedale di Atessa. Con lei ci sono decine di altri pazienti, cittadini e rappresentanti del Comitato Uniti per la salute – che racchiude associazioni, movimenti civici, partiti di centrosinistra e Movimento 5 Stelle – riuniti ieri mattina davanti all’ospedale per lanciare un appello alla Asl: «Giù le mani dalla Nefrologia-dialisi». Avviata che una raccolta firme. Presenti alcuni dei 126 operatori socio sanitari licenziati dalla Asl lo scorso 30 settembre, dopo aver prestato servizio negli anni più duri del Covid e nonostante la carenza di oltre 50 Oss negli ospedali.
la rabbia dei MALATI
«Sono trapiantata da 29 anni e sono stata sempre curata a Lanciano, nel reparto di Nefrologia-dialisi da dottoresse speciali», racconta Antonietta. «E da paziente posso dire che la dialisi non si deve spostare da qui. È faticoso andare tre volte a settimana ad Atessa con ambulanze, auto e dializzare per ore. Chi non vive questo dramma non può saperlo. Al Renzetti ci sono spazi liberi: che vengano usati per ospitare la dialisi». «Per la Asl facciamo gite turistiche», aggiunge un altro paziente, «non sa, chi fa scelte del genere, cosa significa stare allungati per ore, avere magari un’emergenza e dover andare in chirurgia o peggio in rianimazione: che facciamo? Andiamo ad Atessa, poi torniamo a Lanciano per un problema e poi torniamo ad Atessa? Siamo persone, pazienti, e non pacchetti da spostare». «Questi signori non sanno cosa significa stare attaccati a una macchina per ore, tre volte a settimana, e tornare a casa stremati», aggiunge Adriana, moglie del compianto Giulio Bomba che ha lottato per anni in difesa dell’ospedale. Ed è protesta adesso contro il trasferimento del reparto di Nefrologia-Dialisi da Lanciano ad Atessa: un trasferimento da fare, secondo l’annuncio del direttore generale Asl Thomas Schael, per poter avviare i lavori per la costruzione del nuovo ospedale. Ma il problema è che il trasloco, oltre che insostenibile per i pazienti, pare definitivo: il reparto non compare nel nuovo ospedale.
PROTESTA IL COMITATO
«Se dovessero costringere dializzati e pazienti a spostarsi da un reparto che eroga 2.500 visite ambulatoriali l’anno, fa oltre 800 consulenze ospedaliere, la responsabilità sarà del sindaco Filippo Paolini, oltre che di Marsilio e Schael», dice il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd). «Sindaco che appoggia pure il folle progetto di demolizione e ricostruzione voluto da Schael che porterà i pazienti a fare viaggi della speranza e l’ospedale al collasso. C’è un progetto alternativo, del 2016, che prevede la costruzione di un monoblocco sull’area dell’obitorio e del parcheggio che permette al “vecchio” ospedale di lavorare pure senza traslochi: ma niente». «La sanità pubblica è diventata un incubo per utenti e malati, con liste di attesa lunghissime, carenza di apparecchiature e personale», continua il consigliere di Azione Giacinto Verna, «e l’assessore Verì col manager anziché lavorare per risolvere questi problemi continua a tagliare. A Lanciano, con la scusa del nuovo ospedale, i reparti verranno svuotati e sarà la morte del Renzetti. Si parte con Nefrologia e dialisi all’ospedale di Atessa: non possiamo permetterlo. È giusto che la medicina del territorio raggiunga tutti i cittadini ma non può avvenire a discapito sempre degli utenti di Lanciano». Per l’ex sindaco Mario Pupillo, il trasferimento fa parte del disegno di «depotenziare Lanciano» e mette a rischio la vita dei pazienti. «Al Renzetti reparti fondamentali come Urologia, Oculistica e Otorino operano solo alcuni giorni a settimana, con enormi disagi per l’utenza», aggiunge il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S). «Lo sarà anche per Nefrologia col trasferimento ad Atessa: scelta che non porta benefici, anzi effetti negativi che ricadranno sull’utenza e su altre strutture».
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